Imam Saifeddine di Lecce 2

Dopo il primo post dedicatogli, l’imam di Lecce ha risposto a noi e ad altri che lo hanno “pesantemente” criticato in modo indiretto, con una serie di post, prima di proseguire il suo “santo” cammino di s-piegazione dell’islem, dove la “S” ha la diluizione del Sufismo e la tenacia sull’o/e-rrore dell’iSiS!!

Nel nostro post, avevamo elencato alcuni esempi dei suoi errori, chiesto delle delucidazioni e dato alcuni consigli, il tutto in modo diretto e chiaro, ma le sue risposte si sono limitate ad alcuni aspetti “formali”: “l’accusato” – a torto o a ragione – si è limitato a dire: “Ma la perfezione è solo di Dio, e tutti noi sbagliamo! .. amiamoci! [e facciamo festa!] .. e ricordiamoci di presentarci e di chiedere il permesso prima di entrare nel supermercato (la sua pagina pubblica!), e in fine, ognuno guardi i suoi propri difetti (e non rompete le scatole con le vostre “critiche”)”, questo era un po’ il succo di alcuni suoi post in risposta al nostro, ma non abbiamo visto l’ombra di una risposta “scientifica” o di un chiarimento degno di un “sapiente, cheikh, imam” come viene chiamato di continuo nel suo regno!

Ricordo in poche parole, a chi è interessato ovviamente, che “l’intelligente” è colui che va oltre la forma del consiglio o delle critiche, valuta la loro “sostanza” per migliorare, e il vero “sapiente, sheikh, imam” risponde alle critiche “scientifiche” con le prove “scientifiche”, e non si fa problemi a riconoscere che abbia sbagliato in dieci, venti o trenta argomenti, ma, evidentemente, l’imam di Lecce appartiene ad un’altra categoria!

La “missione” dell’imam continua con un “bellissimo” “hadith” che non esiste in nessun libro di hadith! Né autentico né debole! un hadith che si tramandano solo i sufi!

Devo precisare che “l’imam Saif” non l’ha chiamato “hadith”, ha raccontato – semplicemente!! – un episodio tra l’angelo Gibril e il profeta Ibrahim, pace sia su loro due. Io l’ho chiamato “hadith” perché è diffuso come tale tra i sufi, perciò, se “l’imam Saif” dovesse dirmi: “sei tu quello che l’ha chiamato Hadith!” allora dovrà scegliere una tra le seguenti opzioni, visto che si tratta di un cosa “accaduta” (!) secoli prima dell’arrivo del Profeta Muhemmed pace e benedizione siano su di lui:

  1. C’è una fonte di verità diversa dal Qur’en e dalla Sunna autentica.
  2. L’imam Saif ha ricevuto una rivelazione.
  3. L’imam Saif ci deve dare una terza opzione diversa dalle prime due.

Se poi veniamo a sapere che l’affermazione attribuita ad un grande Profeta come Ibrahim pace sia su di lui in questo “hadith” sia palesemente contraria agli stessi insegnamenti del Qur’en, capiamo quanta scienza ha “l’imam, lo sheikh, il sapiente” di Lecce! E quanto siano preparati i ventisei fans/commentatori di questo post!!

Questo è l’ultimo post che scrivo su questo personaggio insciallah, l’obiettivo, ripeto, è quello di consigliare, sia “l’imam di Lecce” che i suoi “seguaci”, per il loro bene nell’aldilà, chi lo accoglie con questo spirito, avrà fatto del bene a se stesso, e chi non, … non posso più fare niente… io ho assolto il mio dovere!

 

Che Allah ci guidi.

Allah è colui che più sa.

 

PS. l’imam di Lecce ha bloccato i miei commenti sulla sua pagina, non potrò quindi fargli sapere di questo post…  ringrazio chiunque lo faccia per me!

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Imam Saifeddine di Lecce

Imam Saifeddine di Lecce

Premessa

Questo blog è nato per “difendere” l’islem da alcuni non “comuni” musulmani, persone che parlano pubblicamente in nome dell’islem, con l’obiettivo dichiarato di fare de’weh, cioè, spiegano l’islem agli altri, … e proprio per questo loro profilo “pubblico”, io pubblico le mie “osservazioni”, che, nella nostra religione, si chiamano: “nasiha”, ovvero: consiglio. Questo consiglio è rivolto ai protagonisti dei miei post e ai loro lettori/eventuali seguaci, in nome e per colui che ci ha reso fratelli.
È risaputo nell’islem che le intenzioni sono nel cuore, quindi, nessuno le può conoscere o giudicare; contrariamente alle opere “visibili”, e tutti siamo d’accordo che un profilo facebook è più che visibile ; )
La “Ghaibah” (maldicenza) non c’entra niente con i nostri casi, .. nessuno mi venga a dare del cannibale, gentilmente, perché persino con la carne helel non ho chissà quali grandi incontri! A chi verrebbe la tentazione di “consigliarmi” di non fare ghaibah, dico di cuore: grazie mille! E gli chiedo di farsi una ricerca un po’ approfondita su questo tema (non chiedendo a Saif, ovviamente!!), per rendersi conto che è un peccato gravissimo che è, grazie ad Allah, lontano da questo blog.
È bene ricordare che la categoria delle persone trattate in questo blog fa più male all’islem e ai musulmani dei miscredenti stessi! … pur rimanendo i nostri “fratelli”, ed è proprio questo il motivo della mia scelta; l’assurdo, in questo specifico post, è che la persona in questione è chiamata: “sapiente” e “imam”, nonostante il fratello “Saif” non abbia mai preteso (almeno con le parole, in quel che ho letto) di essere un sapiente (né l’ha mai smentito!), né è consapevole del vero significato della parola “imam”; e vi direi, e qua iniziano gli insulti dei suoi tifosi nei miei confronti, il fratello Saif non ha neanche i requisiti minimi per definirsi “richiedente di scienza”! … e questo per i riflessivi tra i suoi seguaci/tifosi può essere un dilemma: essi hanno creduto che sia “imam” “sulla parola” (senza avere i mezzi per valutare i suoi propositi), e ora, perché non devono credere “sulla parola” (mia) che il fratello stia pasticciando?? … un vero dilemma!!

Presentazione della pagina

La pagina in questione mi è stata segnalata un po’ di tempo fa, ma non ho avuto il tempo di scriverne qualcosa, anche perché non si tratta di una recensione di un artista, … qua si tratta di una persona che condivide la mia stessa fede, e che parla in nome di essa,… la responsabilità è quindi grandissima, devo rendere conto ad Allah, nel giorno del giudizio, di ogni parola scritta. Non è niente di personale, non ho mai incontrato il fratello, ma in quanto musulmano ha il diritto di ascoltare il mio consiglio, possa Allah farci vedere il bene e aiutarci nel percorrere la sua strada.

Ho quindi letto la pagina del fratello, e ascoltato alcune sue registrazioni, e sono uscito con delle osservazioni che spaziano in diversi sensi, e che riguardano diversi strati della sua comprensione dell’islem, e temo che su moltissimi punti non ci sarebbe possibilità di appello!

Tuttavia, il riassunto della pagina del fratello, ce lo fa lo stesso “imam” Saif: “… La maggior parte delle persone conosce una sola risposta a questa interrogazione [l’oggetto del post] , cioè quella che dice che è “peccato …”, ma la risposta completa è che si tratta di un punto di divergenza tra i sapienti e le scuole giuridiche, e i pareri sono:
– Peccato
– Sconsigliato
– Lecito
– Consigliabile

E poi –giustamente!!- conclude:

*Detto e letto tutto ciò, avendo una visione ampia e completa sui pareri dei sapienti e dei dubbi emessi, ognuno potrà farsi la propria idea e scelta.
* -Personalmente, non …. , ma non vedo che è Haram: per me è lecito,
E Dio ne sa di più.

La missione e l’autore

La sua missione nella sua pagina è quella di presentare “la divergenza” su ogni punto dell’islem, per “salvare” i musulmani dai sapienti che hanno monopolizzato internet e canali satellitari, obbligando “la povera gente” a seguire un islem che poggia ogni suo aspetto su “Allah ha detto, il suo profeta, pace e benedizione siano su di lui, ha detto”!!
Questa sua missione, molto dubbia, ci spinge a pensare che – nel miglior dei casi – il fratello non abbia mai preso in mano un libro di scienze islamiche, o è un fervente ingenuo difensore dei suoi “maestri” [ash’ariti e sufi] di cui parla spesso senza darci mai un nome (per non essere “classificato” forse?), .. ma invano nasconde le sue radici, infatti, basta poco per capire da dove arriva, e dove vuol arrivare!!

Prima di citare un po’ di prove sulla sua ignoranza prese dalla sua pagina, vorrei fare alcune osservazioni sulla sua “persona scientifica”, così da aiutarvi a capire meglio i suoi scritti insciallah.

1- Dice di aver studiato per più di tre anni con i “sapienti” dell’università Azzaituna, ma non cita nemmeno un nome di questi “sapienti”, non ci parla di nessun diploma conseguito, di nessuna tazkiah, … come se il nome di questa antica università possa garantire per lui! .. e come se i tre anni fossero tanti! …
2- Dice di aver studiato la giurisprudenza malikita e il credo Ash’arita, “il credo di Ahl assunna wal jammaa”, e qua vediamo le grandi linee del suo “pensiero”: l’imam Malik non ha un “credo” da studiare e nel quale credere, e l’ash’arismo è il credo di Ahl assunna wal jammaa! Affermazioni, queste, molto discutibili! … ma chiare, e tracciano una linea chiara di pensiero per gli addetti ai lavori!
3- Dice: “Personalmente mi dispiace che i canali satellitari o internet riflettono un solo tipo di sapienti e la gente trova un solo tipo di risposte e crede quindi che esiste una sola visione delle questioni della religione e della vita.
da questa frase e da quelle in cui “liquida” i sapienti del calibro di Ibnul ‘Utheimin, Ibn Baz, e i sapienti della commissione permanente con un: “è solo il parere di un sapiente” (nel post sul compleanno), si capisce lo sdegno che ha nei confronti dei sapienti che condannano l’ash’arismo, ma oltretutto, la sua frase è un puro “buhtan” (maldicenza + bugia), ed è completamente sbagliata in quanto c’è tanta bid’ah e tante deviazioni nei canali satellitari e su internet, tra cui il suo amato: lo sviato Al Jafri (12 ) che gli ha fatto “.. iniziare la giornata con una grande gioia” mandandogli un messaggio personale!! E chi conosce Al Jafri ( ), dubita della “scienza” e della salute mentale di chi lo segue!!


Cosa dicono i sapienti di questa “missione”

Disse l’imam Ismail El Qadi (199 H-282 H): “Andai dal Califfo El Mu’TaDiD (256 H-289 H), mi diede un libro che guardai, in esso gli erano state raccolte le « opinioni permissive » tra gli errori dei sapienti, e le prove di ciascuno di loro, allora gli dissi: « oh ! principe dei credenti, l’autore di questo libro è un eretico (zindiq) ! », mi rispose : « perché ? i contenuti non sono autentici ? » gli dissi : « i contenuti sono autentici, ma chi ha permesso il muskir (la sostanza ubriacante) non ha permesso la mut’ah [il matrimonio a termine sciita], e chi ha permesso la mut’ah non ha permesso né il canto né il muskir, e non c’è sapiente senza errore, e chi raccoglie gli errori dei sapienti e li pratica perde la sua religione » allora il Mu’TaDiD ha ordinato che venga bruciato quel libro”.
Disse l’imam Suleimen Etteimi (46 H-143 H): “se prendi [accetti] l’opinione permissiva di ogni sapiente, raccoglierai tutto il male!”, l’imam Ibn ‘Abd El Barr (368 H-463 H) commento’: “questo è un ijma’ (consenso) sul quale non conosco discordia [di nessun sapiente]”.
Disse l’imam El Ewza’i (88 H-157 H): “Chi prende [accetta] le eccezioni dei sapienti esce dall’islam [diventa miscredente]”.
Disse l’imam Ibn Essalah (577 H-643 H): “Chi va alla ricerca delle divergenze dei sapienti, e prende [accetta] le loro opinioni permissive diventa eretico o quasi”.

La divergenza

Approfondirei un po’, intanto, la questione della divergenza che è, secondo il fratello, una Rahmah, e quindi, bisogna esporla alla gente comune perché essa possa scegliere l’opinione più adatta alla sua situazione, e bisogna seguire quello che le quattro scuole giuridiche dicono. (Qua non metto nessuna citazione perché questo è la colonna portante del “pensiero” della pagina).
Questi sono troppi punti in uno, legati dalla parola chiave: “divergenza” che bastano per scrivere un libro, proverò a riassumere in punti insciallah:

La divergenza non è mai una Rahmah (misericordia), e il detto “profetico” che gira tra la gente con questo significato è “inventato”, cioè il peggior tipo di hadith debole (i sapienti sono sicuri che il profeta pace e benedizione siano su di lui non l’abbia mai detto) , e non c’è un sapiente che dica di prendere in considerazione questo tipo di hadith.
La divergenza, in presenza di un “testo” autentico è nulla, e questa è la posizione dei quattro imam che ripetevano ai loro allievi: “se trovate un testo (hadith) autentico che dice una cosa diversa da quello che dico io, allora quello (il Hadith) è il mio madhHab” (Vedere l’eccellente introduzione del libro del Elbani, che Allah gli conceda la sua rahmah, sulla Salat del profeta pace e benedizione siano su di lui).
La divergenza non è sempre presa in considerazione, i sapienti fanno una chiara distinzione fra “divergenza forte” e “divergenza debole”, a seconda di alcuni criteri che ci riserviamo di dettagliare in questa sede.
Quando c’è una divergenza forte (da prendere in considerazione), a chi spetta valutare cosa scegliere? Non spetta di certo al musulmano “comune” scegliere! Ma a chi ha la possibilità di capire le prove delle varie opinioni, altrimenti, bisogna “seguire” la scelta di un Sapiente (e per essere Sapiente non bastano tre o quattro anni di Zeytuna, di Azhar o du Umm El Qura!!).
La divergenza per i sapienti (quelli degni di questo nome) non è il punto di arrivo! Ma, al massimo, un punto di transito o un margine del loro lavoro interpretativo. Alla fine, ogni sapiente ha una sola opinione in un momento preciso, quindi per lui, le opinioni diverse dalla sua sono sbagliate, e questa è la responsabilità e l’onestà del sapiente.
La divergenza non deve essere presentata alle persone comuni come vestiti in una vetrina: ognuno si scelga quello che gli piace! Assolutamente no! E su questo non c’è sapiente che diverga! … a questo punto, chi apre una vetrina su Zuckerberg Avenue, e ci mette tutte le opinioni dei sapienti non ha capito niente dei sapienti!
La divergenza non è in assoluto tra le scuole, ma è tra i sapienti, e non è mai nella ‘aqidah, ma solo nel Fiqh, e questo, forse, spiega perché il fratello Saif, dichiarato ash’arita che non discute quasi mai del suo credo, ama tanto parlare di divergenza! … lo sentiremo forse nel futuro dirci che la divergenza nella ‘aqidah è ammessa?!!
Le quattro scuole? e perché non le cinque? E dove sta scritto (nel Quran o nella Sunna) che l’islem è rappresentato dalle quattro scuole? … ma, ammettiamo che dobbiamo seguire le quattro scuole, ci chiediamo, perché il fratello Saif si dice Ash’arita, visto che le quattro scuole sono apparse prima della visione ash’arita contaminata dalla filosofia, e visto che i quattro imam sono su una unica ‘aqidah (credo) che diverge dal Ash’arismo? Non erano forse all’altezza di capire le questioni del credo che sono, senza ombra di dubbio, più importanti di quelle di Fiqh? Le quattro scuole per gli Ash’ariti sono da seguire solo nel Fiqh, ma la ‘aqidah dei loro quattro imam non interessa?
È risaputo persino tra i novelli studenti delle scienze islamiche, che nessuno dei quattro imam aveva raccolto tutta la sunna del profeta pace e benedizione siano su di lui, oltre alla divergenza nell’applicazione delle “Usul el fiqh” (le basi di comprensione (interpretazione)), e nessuno di questi quattro, né dei sapienti prima di loro, né dopo di loro, aveva preteso di conoscere tutta la sunna, e sono unanimi che bisogna seguire “la prova”, quindi sono loro stessi ad indirizzarci a questa via che è la via dei sapienti, e chi legge i loro libri tocca con mano questa verità.

Vari errori e improbabili orrori

Ora insciallah, elencherò alcuni errori a mo’ di esempio, ho scelto delle frasi a caso mentre sfogliavo la pagina in questione, ci sarebbero comunque alcuni post che necessitano di risposte a parte, come ad esempio quelli sul compleanno, le sopraciglia, il cane, … ecc, ma penso che quanto segue basterà per farvi capire che il fratello è un impostore che non c’entra niente con la scienza ! E vi assicuro che gli orrori della pagina in questione sono molti di più!

1-…e noi diciamo sempre che la nostra religione non è soltanto una religione per l’adorazione, se fosse una religione per l’adorazione, Allah non ci avrebbe creato, perché Egli ha delle creature che lo adorano mattina e sera, senza stancarsi, ne rilassarsi, .. il cielo è pieno di angeli che lo adorano e Gli si prosternano, ma questa religione è anche e soprattutto, una religione di adorazione, ma di relazione, convivenze e (buon) comportamento, …” (nostra traduzione da: http://www.youtube.com/watch?v=Wo_CTRzq-hk)

Queste affermazioni sono in chiara contraddizione con il versetto: “È solo perché Mi adorassero che ho creato i dèmoni e gli uomini.” (Surat Edhdheriat versetto 56), e chi “studia” l’islem capisce che “la relazione , la convivenza, il buon comportamento ..” fanno parte dell’adorazione! … si, capisco che voleva enfatizzare, ma non dovrebbe farlo a discapito della verità!!

2-Sapete chi è tra i più grandi sapienti? Satana…

No comment!

3-Se ami tua Mamma, e gli desideri il paradiso, clicca “Mi piace”

De’weh o web marketing ?? E se non clicco ? …

4-{la religione è molto spessa (larga e consistente), perciò avventuratevi dentro con calma (moderazione), e non fate odiare a voi stessi l’adorazione del signore, perché quello che si trova abbandonato sulla strada, non ha ne completato il proprio percorso, ne si è lasciato il mezzo di trasporto per completarlo.}

Questo hadith è debole.

5-Io amo le bambine e amo quelli che amano (hanno ?) le bambine” “quelli che hanno avuto come primo genito una bambina è di buon augurio

Il fratello dice che questi sono due ahadith del profeta pace e benedizione siano su di lui, ho cercato tanto senza successo, …. E temo che non siano tali! aspetto quindi che il fratello, se passa da queste parti, ci dica dove li ha trovati …

6-… perché noi lo diciamo sempre, lo ripeteremo sempre, che questa religione non è una religione di adorazione, solo di ‘ibada, vuol dire solamente fare la preghiera e poi ci comportiamo come vogliamo noi, no! …

Vedere il punto 1 di questa lista.

7-quello che onorerà la donna è quello nobile di animo, e quello che si comporta male con la donna è quello che non ha buona educazione (una pessima persona)

Questo hadith è inventato, quindi è haram (vietato) dire: “il profeta l’ha detto”!!

8-… io la chiamo la stagione della misericordia …

Chi sei per poterlo fare? E le altre stagioni? Sono forse del castigo?? …

9-La pace è il dono più grande che il signore ci da …” “Quindi è chiaro che la pace e la sicurezza sono i più grandi premi dei quali godrà la gente del paradiso …

Il più grande dono di Allah nella terra è l’islem.
il più grande dono di Allah nell’aldilà è la sua vista nel paradiso (ma gli ash’ariti non lo ammettono!!).

10- L’abluzione

L’abluzione del fratello è valida, ma, di certo, non si può dire che è « secondo la sunna » !! I punti più chiari dove non ha seguito la sunna sono :

lavare prima la bocca tre volte e poi il naso tre volte con sei prese d’acqua.
Introdurre il dito nella bocca per lavarla.
Alzare il dito alla fine, quando si fa il du’a.

Il modo di lavare il volto non è precisato nella sunna, ma quello che fa il fratello è “strano”: fa cinque prese d’acqua per tre lavaggi del volto!!

(trovate qua un video che spiega meglio quanto ho scritto)

Conclusione

Consiglio il fratello di fare tawbah, di temere Allah subhanehu we ta’ala e di non dire più sul conto di Allah quello che non sa, e se proprio deve fare de’weh, allora si deve accontentare di “tarsmettere” la scienza (che è in se una grandissima opera se fatta per Allah).

Consiglio i suoi “amici” di non “ucciderlo” chiamandolo “shaikh, imam, sapiente, ….”, e di non applaudire ogni volta che scrive qualcosa, e di rivolgersi, se vogliono veramente conoscere l’islem, ai sapienti o almeno ai fratelli/sorelle fidati che “trasmettono” la scienza senza atteggiarsi a sapienti.

Allah sa di più, ed Egli è colui che guida alla retta e in essa.

 

PS1. Dopo aver scritto questo post, e non sapendo come comunicarlo all'”imam di lecce”, ho creato un account su Facebook (visto che non ne avevo), …  dopo poche ore, l'”imam” ha cancellato il link a questo blog, mi ha bloccato (non posso più disturbarlo nella sua roccaforte), e i suoi fans mi hanno fatto un po’ di complimenti (che aspettavo : )), cosi il quadro è completo insciallah!

PS2. Vedo ora che nel suo post sulla donazione degli organi, l’imam delle divergenze ha omesso di parlare delle divergenze!! avranno dimenticato, i suoi “maestri”, di raccontargliela tutta? … misteri della fede (nei maestri!)!!

PS3. Non capisco perchè l'”imam” mi scrive in albanese? … sarà deluso di sapere che l’arabo è la mia lingua madre? …

PS4. Avevo precisato che alla base di questo post non c’è niente di personale, lo ribadisco e aspetto delle risposte, qualora ci fossero, impersonali, perchè finora ho visto solo delle cose che non c’entrano niente con le mie osservazioni:

  • Chiedere il permesso prima di entrare in una pagina pubblica di un musulmano che fa a pezzi l’islem?? assurdo!! … vi assicuro comunque che ho salutato con il saluto islamico prima di postare il link che è stato cancellato dall'”Imam”.
  •  “La perfezione è solo per Dio”, sicuramente, ma questo non giustifica gli erroracci di tutti i tipi che abbiamo visto! bisogna riconoscere i propri limiti e non attegiarsi a sapienti quando non si hanno i requisiti minimi per essere degli studenti! …
  •  “Pace e amore, Senza rancore”? Questo ci mancava!!! peace and love!! … no comment!!
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Patrizia khadija Dal Monte 2/2

Prima di elencare alcuni “errori” evidenziati da una lettura, neanche tanto scrupolosa, di circa 21 post della Dal Monte (dove ognuno “meriterebbe” un post di risposta indipendente!), devo precisare che, secondo me, tutti questi errori sono frutto di un unico errore, più grave di tutti: “parlare in nome di Allah, cioè: della sua religione, senza avere il minimo requisito, ovvero: la scienza”. Ho anche precisato in passato che non mi spetta determinare l’origine di tale comportamento in quanto “intima”, posso solo sperare che la sua nya sia sincera, anche se questo non giustificherebbe il “crimine”.
Poco importa il nome che la sorella dia al suo operato: “riflessioni, spiegazioni, esegesi, commento, meditazione, analisi, …” il risultato è sempre lo stesso: “dare la propria opinione sulla religione di Allah”. Se qualche musulmano pensa che io stia esagerando, legga cosa dice Allah nei versetti 168-169 della sura El Beqarah, e nel versetto 33 della sura El ‘Eraf, qui di seguito tradotti:

( 168 ) O uomini, mangiate ciò che è lecito e puro di quel che è sulla terra, e non seguite le orme di Satana. In verità egli è un vostro nemico dichiarato.

( 169 ) Certamente vi ordina il male e la turpitudine e di dire, a proposito di Allah, cose che non sapete.
(versetti 168-169 sura El Beqarah)

( 33 ) Di’: “Il mio Signore ha vietato solo le turpitudini palesi o nascoste, il peccato e la ribellione ingiusta, l’attribuire ad Allah consimili, a proposito dei quali [Egli] non ha concesso autorità alcuna e il dire contro Allah cose di cui non conoscete nulla”.
(versetto 33 della surat El ‘Eraf)

nei primi due versetti Allah c’insegna che è Satana che ci ordina di parlare sul conto di Allah senza sapere, e nell’altro, Allah mette tale azione con lo scirk! (non fate caso all’espressione che il traduttore ha scelto: “contro Allah”, perché in arabo è la stessa frase che è stata tradotta nel primo versetto con: “a proposito di Allah”.. non so perché abbia scelto quest’altra espressione meno fedele,.. possiamo anche tradurla con: “sul conto di Allah”).

Inizio con alcune osservazioni generali prima di analizzare i contenuti:

  • La Dal Monte cita testualmente molti brani di Asma Lamrabet e di Tariq Ramadan, e spesso ripete, attraverso i post, le stesse citazioni, non penso di sbagliare, quindi, a considerarli i suoi due maestri per eccellenza.
  • Non cita “direttamente” nessun sapiente, e l’unico ripetuto riferimento a ‘Abduh, lo fa attraverso i brani della Lamrabet, posso ipotizzare quindi, senza avere la certezza ovviamente, che lei non l’abbia mai letto direttamente.
    Bisogna ricordare che i sapienti nell’islem non sono “infallibili”, e soprattutto quando si tratta di un “sapiente” molto discusso come ‘Abduh, .. il caso si complica ancora di più se l’opinione di questo “sapiente” è contraria all’opinione di tredici secoli di sapienti!
  • Usa spesso espressioni ingannevoli tipo “alcuni studiosi”, “studi recenti”, i “mujeddidun”,.. e quando vai a cercare trovi ‘Abduh per l’assurda idea della “matrice umana asessuata”, e per tutto il resto trovi Ramadan, Lamrabet e simili “intellettuali” senza la minima adeguata “preparazione” “islamica”, nomi sconosciuti sulla cartina delle scienze islamiche dove l’unica possibile traccia che si trova di loro è il biasimo di qualche sapiente alle cui orecchie sono arrivate le assurdità che dicono in altre lingue (ad esempio Ramadan).
  • Ipotizzo che la Dal Monte si fidi ciecamente dei suoi due maestri, e non verifichi neanche i loro riferimenti (la Lamrabet in particolare), il che è sbagliato e grave “intellettualmente” nonché scientificamente, ma sicuramente meno grave dei casi dove troviamo testi stroncati e decontestualizzati perché non “supportano” l’idea che lo scrittore vuole veicolare! In questi casi si è di fronte a subdole manipolazioni dei testi e clamorose bugie; Ma sia in un caso sia nell’altro, la Dal Monte è responsabile di quanto scrive e riporta.
  • Ipotizzo che la Dal Monte non conosca niente – o quasi- della lingua araba, dalla trascrizione delle parole ai richiami etimologici, il suo è un “lavoro” sulle traduzioni, in altre parole: una perdita di tempo ai danni suoi e dei suoi lettori … “sei Pietro e su questa pietra costruirai la mia chiesa”…
  •  A volte, il Hadith è autentico, ma il problema riguarda l’interpretazione, oppure l’enfasi su un determinato elemento che viene messa nella traduzione.
  • L’uso improprio e sfocato della parola “tradizione”, a volte per indicare i detti del profeta pace e benedizione siano su di lui (quindi con valenza positiva), e a volte per indicare “gli usi e costumi” di alcuni popoli musulmani (quindi con valenza negativa)
  • L’impressione che ho, dopo aver letto una quantità significativa dei suoi scritti, è che la Dal Monte aveva già delle “opinioni” che ha trovato confermate negli scritti di Ramadan e Lamrabet, con la presunta “prova” dal Qur’en e dalla sunna, a questo punto, la sua “ricerca” era già arrivata al capolinea! Se poi a questo si aggiunge la conferma di Martin Luther King, di Neruda o di qualche altro “grande” anche non musulmano, allora si è raggiunto il “ijme’” (l’unanimità dei sapienti)!!… e di fatti, con le sue opere ha esclamato: “eureka! .. diffondiamo!!!”.. e nella gioia della scoperta ha dimenticato i rudimenti della “ricerca” e dell’oggettività…

Ora arriviamo al contenuto vero e proprio, e visto che i post  da “commentare” sono tanti, ho preferito un altro modo di trattamento rispetto ai miei post precedenti: metterò insciallah delle “categorie di errori”, e sotto ciascuna di esse metterò alcuni esempi con il relativo riferimento, proverò a non dare niente per scontato; abbiate quindi pazienza quando trovate delle definizioni “scontate”, ma a volte sarò anche breve se giudicherò che l’orrore è molto evidente.
È importante non “dedurre” seguendo logiche sommarie e attribuirmi queste deduzioni, io cerco di usare un linguaggio che rispetta il più possibile le scienze islamiche, e chiedo che le deduzioni rispettino tali condizioni, ad esempio, dire che un Hadith è debole non equivale a dire che il suo significato è totalmente sbagliato! o dire che un Hadith è una bugia sul conto del profeta salla allahu ‘eleihi we sellem non equivale a dire: “è bugiardo chiunque lo dica”,…
Sotto “Hadith stroncati e versetti manipolati” metterò insciallah le manipolazioni orientate a provare una particolare tesi; sotto “Hadith deboli o inventati” metterò insciallah l’opinione dei sapienti specializzati nelle scienza del hadith riguardo i detti del profeta salla allahu ‘eleihi we sellem da lei citati, e qui ricordo che l’espressione tecnica “detti deboli” indica i detti che hanno un problema nella catena di trasmissione o nel testo stesso del hadith, che rende impossibile la loro certa attribuzione al profeta salla allahu ‘eleihi we sellem, cioè: non siamo sicuri che li abbia detti, e quindi, non possono essere usati da soli per provare alcunché!.. sotto “forzature e varie”, metterò quello che solo la Dal Monte & Co capiscono dai testi dell’islem: quello che nessun sapiente ha sognato pensare prima di loro: deduzioni assurde, abbinamenti sconnessi e stranezze varie e infine, sotto “Brevi” metterò insciallah alcune ciliegine …


1- Hadith stroncati e versetti manipolati:

• “Descrivendo il rapporto tra i due coniugi, Dio utilizza a più riprese, nel Suo libro Sacro il termine « tarâdî » che significa « comune accordo », e il termine « tashâwur » ovvero consultazione. Il Corano, a questo riguardo, ci fornisce un esempio che riguarda lo svezzamento del neonato, che dovrà essere deciso di comune accordo dai coniugi. Sono questi due principi, tashâwur e tarâdî, consultazione e comune accordo, che, come stabilisce il Corano, fondano una relazione coniugale sana ed armoniosa” (8 marzo: la dignità della donna nell’islam)il versetto in oggetto è il 233 della seconda sura: El Baqarah (la giovenca), parla del divorzio e raccomanda alle persone che stanno divorziando di non “usare” il neonato come “arma” di vendetta, devono pensare al suo bene, se però decidono “di comune accordo e dopo essersi consultati” di svezzarlo, allora va bene, lo possono fare. E qui, come vediamo, non c’entra niente la “relazione coniugale sana ed armoniosa” di cui parla l’autrice, si tratta “semplicemente” di una manipolazione dei versetti di Allah, una interpretazione sbagliata consapevolmente o inconsapevolmente, una “menzogna” sul conto di Allah!• “Le rivendicazioni femminili non si fermano al linguaggio, ma toccano anche una rigida divisione dei ruoli che nel pensiero tradizionale pare tanto dura a morire: Dalle parole di Asma bint Yazîd:
“Sono la delegata delle donne presso di te Profeta. Iddio ti ha inviato a tutti gli uomini e a tutte le donne di questo mondo, noi abbiamo creduto in te e nel tuo Dio, ma le donne sono limitate dalla loro funzione e sono davvero impotenti. Confinate nelle loro case, oggetto del vostro desiderio, incinte dei vostri figli, mentre voi uomini siete favoriti rispetto a noi, nelle vostre assemblee, nella vostra partecipazione sociale e politica, nel pellegrinaggio, e soprattutto nel jihâd sulla via di Dio. Mentre noi donne tessiamo i vostri abiti ed educhiamo i vostri figli. Non potremmo condividere tutti questi benefici come quello del jihâd che sembra sia un vostro esclusivo diritto?” Il Profeta (pbsl) stupito dall’eloquenza di quella donna, si volse ai suoi Compagni: “Avete mai sentito un discorso che attesti la devozione di una donna alla sua religione migliore di questo?” “Certamente no, non avremmo mai creduto che una donna fosse in grado di tenere un simile discorso!” risposero i Compagni evidentemente sbalorditi dal dire di quella donna.” […]Il discorso di Asma è per certi versi molto attuale. Una donna prende la parola davanti al Profeta (pbsl) e alla comunità per denunciare qualcosa che sentiva come una discriminazione. Ma non parla solo per e stessa, è delegata, quindi rappresenta le esigenze di un certo numero di donne che la pensavano come lei. C’è necessità di organizzarsi per avere un peso. Essa si rende conto che se la rivelazione è rivolta ugualmente ad uomini e donne, deve portare uguaglianza tra coloro che credono. Asma sente la limitazione la forte distinzione tra ruoli femminili e maschili come una discriminazione… Vuole di più. Vuole più condivisione nell’azione sociale, proprio in nome della religione. Ora voglio far notare l’atteggiamento del Profeta, che per noi musulmani è il modello di comportamento. Come dice Dio nel Corano:
“Voi avete nell’Apostolo di Allah il modello esemplare di comportamento, per chi spera in Allah e nell’Ultimo Giorno e ricorda Allah frequentemente.”(XXXII)
Il Profeta (pbsl), modello di ogni musulmano, non le dice tu hai già il tuo lavoro, bada alla casa e ai figli che al resto ci pensiamo noi… (il vai a fare la calza di italica memoria…) E poi perché parli così davanti a tutti, la voce delle donne è ‘awra… I campi di battaglia sono per gli uomini e poi donne e uomini non si possono mischiare insieme… Invece no, non dice tutto questo, accoglie le sue esigenze e non solo, si rivolge ai compagni, che certo conosceva bene e dice loro: “Avete mai sentito un discorso che attesti la devozione di una donna alla sua religione migliore di questo?” … I Compagni invece rimangono colpiti che una donna fosse in grado di tenere un discorso articolato… Gli uomini sono spesso stupiti dell’intelligenza delle donne… “Se al tempo del Profeta (pbsl) le donne avevano rivendicato quel diritto alla partecipazione ai combattimenti affinché sopravvivesse il messaggio dell’Islam, come si potrà vietare alle donne musulmane di oggi la rivendicazione del loro diritto alla partecipazione sociale e politica e di coinvolgersi nel vero jihâd della modernità?
” (8 marzo: la dignità della donna nell’islam) (Parole di donne)

Ho dovuto riportare tutto il paragrafo –nonostante la sua lunghezza- perché illustra benissimo “la doppia manipolazione”: quella del testo e quella della sua interpretazione!
Per prima cosa esaminiamo il hadith:
Questo hadith si trova in più di una raccolta, con diverse catene di trasmissione, la “versione” che l’autrice ci propone è considerata “debole”, quindi non possiamo usarla come fonte di spiegazione dell’islem o di legislazione islamica, com’è stabilito nelle scienze islamiche.
Tra le altre versioni, L’unica con catena di trasmissione “buona”, non contiene tutti gli elementi che ci sono nella versione scelta dall’autrice: manca ad esempio tutto il dialogo tra il profeta salla allahu ‘eleihi we sellem e i suoi compagni (Il Profeta (pbsl) stupito dall’eloquenza di quella donna, si volse ai suoi Compagni: “Avete mai sentito un discorso che attesti la devozione di una donna alla sua religione migliore di questo?” “Certamente no, non avremmo mai creduto che una donna fosse in grado di tenere un simile discorso!” risposero i Compagni evidentemente sbalorditi dal dire di quella donna.”).
Tuttavia, tutte le versioni riportano delle risposte del profeta salla allahu ‘eleihi wr sellem alla domanda della “delegata delle donne” che Allah sia soddisfatto di lei, e stranamente, la Dal Monte non ci riporta nessuna di queste risposte! Ma si dilunga nelle sue interpretazioni campate in aria … dimenticanza o manipolazione? Vediamo la risposta della sua versione (anche se è debole) solo per capire il perché della censura: “… disse allora il profeta salla Allahu ‘eleihi we sellem: “sappi, e fallo sapere alle donne dalle quali sei la portavoce, che la donna che si comporta bene con suo marito e che segue quello che vuole lui e lo accontenta avrà [una ricompensa grande] quanto tutte quelle opere [che gli uomini fanno]””; nella versione “buona” invece, leggiamo: ““… disse allora il profeta salla Allahu ‘eleihi we sellem: “porta il mio saluto alle donne, e di’ loro: “l’obbedienza al marito equivale a tutto quello, e poche tra di voi la fanno””.
Penso sia chiaro ora, persino a chi non conosce l’arabo, che la risposta del profeta salla Allahu ‘eleihi we sellem spazza via tutto il castello fiabesco costruito dall’autrice! … tutte le sue considerazioni femministe saltano in aria, e la delegata delle donne e le sue nobili sorelle appaiono innocenti da tutte le riflessioni “femministe” che la Dal Monte vuole attribuire loro, e rileggendo il hadith con più obbiettività vediamo che si tratta di una donna che riconosce la differenza tra l’uomo e la donna, e che cerca e chiede al profeta salla Allahu ‘eleihi we sellem di insegnarle cosa deve fare per meritare l’amore di Allah e la sua ricompensa!
Osserviamo anche l’ignoranza e l’assenza di rispetto dell’autrice verso il profeta salla Allahu ‘eleihi we sellem, verso i suoi compagni e verso le sahabièt, usando frasi come: “Le rivendicazioni femminili”, “Una donna prende la parola davanti al Profeta (pbsl) e alla comunità per denunciare qualcosa che sentiva come una discriminazione” (la donna in questione ha elencato gli ordini di Allah!!), “C’è necessità di organizzarsi per avere un peso” (come se il profeta salla Allahu ‘eleihi we sellem temesse il “demos” o poteva essere ingiusto nei confronti di qualcuno!!), “Asma sente la limitazione la forte distinzione tra ruoli femminili e maschili come una discriminazione” (parliamo ancora di “ruoli” che Allah ha voluto!!), “Se al tempo del Profeta (pbsl) le donne avevano rivendicato quel diritto alla partecipazione ai combattimenti” (io non vedo nessuna rivendicazione del genere! Vedo solo una brava musulmana che accetta fino in fondo le parole di Allah e quelle del suo profeta)
E visto che la Dal Monte ci tiene ai detti deboli, le dirò di più: in una versione debole di questo hadith, viene riportato che la donna in questione esclamò di gioia dopo aver sentito la risposta del profeta salla Allahu ‘eleihi we sellem: “Allahu Ekber!” e tornò contenta dalle altre donne…

• “Disse il Profeta, su di lui la preghiera e la pace divine: “Se Dio vuole il bene di qualcuno, lo rende sapiente (yufaqqih-hu)” (Conoscenza e fede un binomio irrinunciabile nell’islam)

Questo hadith è stato trasmesso da El Bukhari e da Muslim, ma l’autrice l’ha stroncato, togliendo una parola chiave; in un primo momento non si capisce perché lo abbia fatto, ma una volta finita la lettura del post, tutto diventa più chiaro: lei sostiene –come dal titolo del post- che la “conoscenza”, in senso lato, va a braccetto con la fede ma il hadith integrale dice un’altra cosa: la “conoscenza della religione” (la parte finale omessa dalla Dal Monte è “nella religione”)… da qualche parte in questo post si trovano altri dettagli su questo argomento.

• “Dio infatti dice nel Corano: «Con la Mia punizione punisco chi voglio: ma la Mia misericordia abbraccia ogni cosa»” (La Sulamita e Rut: due figure dell’amore in un’ interpretazione islamica)

Il “ma” nella traduzione è in più, (non capisco perché il traduttore l’abbia messo!.. forse per esigenze “linguistiche”?), ma l’errore della Dal monte sta nell’aver stroncato il versetto laddove non dovrebbe: leggendolo così si capisce tutt’altro rispetto al versetto completo che continua nella stessa traduzione:

“Annoveraci un bene in questa vita terrena e un bene nell’Altra vita. Ecco che, pentiti, ritorniamo a Te”. E [Allah] disse: “Farò sì che il Mio castigo colpisca chi voglio, ma la Mia misericordia abbraccia ogni cosa: la riserverò a coloro che [Mi] temono e pagano la decima, a coloro che credono nei Nostri segni”
ma, evidentemente, il significato giusto del versetto non andava bene per la “interpretazione islamica” che la Dal Monte voleva dare a due “figure dell’amore”,… e allora “adattiamo la parola di Allah alle esigenze delle conferenze ecumeniche!!”… che tristezza!!

• “C’è un altro versetto d che afferma la co-responsabilità politica di donne e uomini: « I credenti e le credenti sono alleati gli uni degli altri – Ba’duhum awliyâu ba’d – Ordinano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole… » Ogni credente, uomo o donna deve lottare contro l’oppressione, fare del proprio meglio per assicurare la giustizia sociale e fare il modo che le ricchezze comuni siano ridistribuite in modo equo. E’ nella misura in cui una società sarà fedele a questo principio fondamentale dell’islam circa l’ordinare il bene e proibire il male, che essa potrà essere considerata come una società giusta…” (Parole di donne)

Questo versetto è successivo a diversi versetti in cui Allah parla degli ipocriti che “Ordinano quel che è riprovevole, proibiscono le buone consuetudini e chiudono le loro mani”, gli ipocriti come ben si sa non erano un gruppo “politico”, in apparenza erano musulmani, ma nella loro intimità erano miscredenti, quindi, non c’è niente in questo versetto che giustifica “un’interpretazione” forzata come quella proposta dalla Dal Monte “la co-responsabilità politica di donne e uomini”, “Ogni credente, uomo o donna deve lottare contro l’oppressione, fare del proprio meglio per assicurare la giustizia sociale e fare il modo che le ricchezze comuni siano ridistribuite in modo equo”, … queste affermazioni sembrano uscire da qualche manifesto comunista… ma l’islem è lontano anni luce dalla “rivoluzione” che distrugge con l’illusione di costruire,… l’islem c’insegna altre priorità nella vita,…

• “… c’è dunque uno spazio di vera responsabilità dell’essere umano “fin tanto che questo non cambia quello che è nel suo intimo.” Il versetto non parla di una responsabilità individuale che certo è sottesa: parla dell’anima profonda di un popolo, il soggetto qui è qawm (popolo)” (Riflessioni sulla sura VIII (seconda parte))

Sbagliatissimo! Perché il versetto collega lo stato del gruppo allo stato dell’individuo: infatti la traduzione proposta è sbagliata, quella che più si avvicina al versetto può essere: “… fin tanto [gli individui del gruppo] non cambiano quello che …” semplicemente perché il verbo “yughayro” è al plurale a differenza di quanto afferma l’autrice, e il soggetto come nella traduzione che ho proposto è “gli individui del gruppo”, il significato del versetto a questo punto è: “Allah non cambia le condizioni di un gruppo fin tanto che gli individui di questo gruppo non cambiano quello che è in loro”.

• “… lo raccontò al Profeta (sallAllahu ‘alayhi waSallam), ed egli gli consigliò: “Vai a contemplarla, il vostro matrimonio sarà felice”. (La coppia nell’islam)

Questo hadith è autentico, ma è sbagliato tradurre il verbo “undhor” con “contempla”, la traduzione corretta è “guarda”, il profeta salla Allahu ‘eleihi we sellem gli ha detto quindi: “guardala! ….”, senza dimenticare che i sapienti elencano delle condizioni precise per questo “guardare”..

• “la storia di Barira, una schiava di ‘Aicha, da lei poi affrancata. Barira era sposata ad un giovane uomo di nome Mughit che ella non aveva mai amato. Liberandola dalla sua schiavitù, il profeta le lasciò la scelta tra continuare la vita in comune col suo sposo e divorziare. Ella scelse di separarsi da colui che le era stato imposto suo malgrado, essendo schiava, ma Mughit era ancora perdutamente innamorato di Barira e la tradizione racconta come la seguisse dappertutto, la barba inondata dalle lacrime che non riusciva a frenare. Il Profeta, commosso da questa scena, domandò a Al-Abbas che era con lui : “Non sei stupito anche tu dell’amore di Mughit per Barira e dell’odio di lei per lui ? “. Al Abbas gli propose allora di cercare di riconciliarli. E’ ciò che fece il Profeta, che domandò a Barira : « Perché non riprendi la vita in comune con Mughit ? ». Ella rispose: « E’ un ordine da parte tua, o Profeta ? ». « Sono qui solo per intercedere in suo favore… » – rispose lui. Allora Barira rispose : « Se è così, no, non lo voglio più ».” (Parole di donne)

Il hadith è autentico, ma i dettagli che la Dal Monte ci fornisce (“…che ella non aveva mai amato”, “che le era stato imposto suo malgrado”) non appaiono da nessuna parte nel hadith! Sono frutto della sua fantasia! Ha invece “dimenticato” di dirci che Mughith era uno schiavo anche lui, e questo spiega perché le fu data la scelta di rimanere con lui o di lasciarlo!

• “Rivendicare gli stessi diritti degli uomini, anche se certo erano coscienti che la parola di Dio a volte intende sia uomini che donne: Umm Salama, Madre dei credenti, una delle donne più erudite dell’epoca, racconta che un giorno, mente la sua cameriera la pettinava, intese l’appello del profeta dall’alto del suo minbar « Ayyuhâ an-nâs » o « O gente ! » Ella si alzò subito per raggiungere l’assemblea ed ecco che la servitrice le fece notare che questo appello non concerneva le donne ! E Um Salâma le rispose : « Ma io faccio parte della gente! »” (Parole di donne)

Questo Hadith è stato trasmesso da Muslim nel suo “autentico”, ed è un altro bel esempio di manipolazione: l’autrice lo stronca, poi lo interpreta male aggiungendo un dettaglio contrario alla parte stroncata! … sì! detto in altri termini: mente, dice una bugia!
Nel Hadith in arabo leggiamo che la Madre dei credenti ‘Ummu Selemeh “si era messa in piedi dietro la sua camera”, sapendo poi che le camere delle madri dei credenti erano adiacenti alla moschea, capiamo il significato della risposta: “noi facciamo parte della gente?!”, infatti, la madre dei credenti voleva dire: “dobbiamo ascoltare come tutta la gente”!
Se poi sappiamo che il significato della parola “gente” usata per chiamare i musulmani comprende sia uomini che donne, capiamo che non c’è nessuna “rivendicazione”! ma una buona comprensione ed obbedienza come era suo solito e di tutte la madri dei credenti e i musulmani in generale in quella epoca.


2- Hadith deboli o inventati:

• “Il Profeta Muhammad, su di lui la preghiera e la pace divine, chiese rivolgendosi ad alcuni compagni: “Sapete perché questo mese è chiamato “Sha’bân”? Dio ed il suo profeta sono i più informati, risposero i compagni, ed egli disse: “È perché in questa occasione Dio sparge dei benefici immensi””. (Sha’bân)Questo hadith è inventato (mewdo’) [il più debole nella categoria dei deboli], perciò…• “Così narra AbuMusa al-Ash’ari che il Messaggero di Allah, su di lui la preghiera e la pace divine, disse: “Allah, gloria a Lui l’Altissimo, guarda giù nella notte della metà di Shaban e perdona tutta la Sua creazione eccetto il politeista ed il mushahin (l’innovatore nella religione e fuori dalla via maestra della comunità.” ( Al-Tirmidhi Hadith 1306)” (Sha’bân)

Non l’ha trasmesso attirmithi al 1306, ma Ibn Mejeh, e la maggioranza dei sapienti lo giudica debole.

• “… e se in essa si riferisce ad una battaglia armata, possiamo interpretarlo in senso più largo, riferendolo a tutte quelle lotte che si devono fare nella vita perché trionfi la grazia dell’islam, in noi e al di fuori di noi, il jihad in senso pieno.1
…..
1Il Messaggero di Allah (sallAllahu ‘alayhi waSallam), tornando da una delle sue battaglie, disse ai suoi compagni: “Torniamo sani e salvi, rientriamo dal Jihâd Asghar (piccolo Jihâd) verso il Jihâd Akbar (grande Jihâd)”. I Compagni chiesero: “Oh Messaggero di Allah, quale Jihâd può essere maggiore di quello che abbiamo appena compiuto?”. Egli rispose: “Il Jihâd (lotta, sforzo) di un servitore contro i suoi stessi desideri”.
” (Sura VIII Al-’Anfâl (Il bottino) prima parte)

Il hadith sulla quale è basata questa considerazione è debole.

• “Andate a cercare la scienza da quella rossina”. (8 marzo: la dignità della donna nell’islam) (Parole di donne)

Questo hadith non ha nessuna catena di trasmissione: è debole.

• “Ero un tesoro nascosto. Ho desiderato essere conosciuto. Così ho creato le creature per essere conosciuto da loro”. (hadith)” (Conoscenza e fede un binomio irrinunciabile nell’islam)

Questo hadith non ha nessuna catena di trasmissione: è inventato (il peggiore tra i deboli!)

• “Al-’Aynî ad esempio riporta da Abû Sa’îd Al-Khudriyy questo hadith: “Ogni cosa ha un sostegno: il sostegno del credente è l’intelligenza” (Conoscenza e fede un binomio irrinunciabile nell’islam)

Questo hadith è inventato.

• ““La sua ricerca,” dice il Profeta, citato da Ibn Abî Giamra, “è adorazione, proclamarla (mudhâkara) è cantare la trascendenza divina (tasbîh), insegnarla a chi non la conosce è carità, mentre donarla a chi ne è degno è vicinanza [a Dio] (qurba).”” (Conoscenza e fede un binomio irrinunciabile nell’islam)

Alcuni sapienti dicono che questo hadith è debole e altri dicono che è inventato.

• ““ O Allah, ecco la mia equanimità in quel che mi appartiene ma non mi rimproverare per ciò che T’ap¬partiene e che non posso controllare”.” (La coppia nell’islam)

Questo hadith è debole.

• “… lo resero capace di un ascolto nuovo, di cui esempio abbiamo famosa storia di ‘Umar già califfo e della donna che lo interpellò in mezzo alla moschea a proposito di un problema riguardante la dote. Si racconta infatti che ‘Umar Ibn Khattâb, accorgendosi che le doti delle donne toccavano cifre eccessive, ed inquietandosi per le conseguenze che ciò poteva avere, decise di limitare la somma massima della dote a quattrocento dirhams e di versare ciò che sorpassasse tale somma nella Tesoreria dello Stato (bait al-mâl) dei musulmani. Egli annunciò tale decisione durante la preghiera del venerdì, ma ciò suscitò la reazione di una donna presente nella moschea. Ella lo interpello così, ricordandogli questo versetto: “Se volete sostituire una sposa ad un’altra e voi le avevate donato un qintâr, non le riprendete niente. Che cosa! Vorreste riprenderlo con ingiustizia e peccato manifesto?”Allora senza offuscarsi oltre misura, il califfo esclamò con tutta umiltà: “Fa’ grazia ad ‘Umar, Signore. Tutto il mondo è più istruito di lui !” Si riporta poi il suo cambiamento di opinione.”” (Parole di donne)

Questo hadith è debole.

• “’Umar ibn al-Khattâb ammirava le sue qualità intellettuali. Ricordandola un giorno disse: «Non conosco nessuno più colto di ‘Aicha nelle scienze religiose, il fiqh e la poesia».” (Parole di donne)

Ho cercato molto senza trovare questa affermazione riferita a ‘Umar che Allah sia soddisfatto di lui, se l’autrice mi legge, le sarei grato di indicarmi dove l’ha trovata.

• “Concludo con un lungo hadith riferito da ‘Ubada ibn Kathir, che ci mostra bene quella che fu lo spirito della rivelazione e la considerazione del Profeta, pace e benedizione su di lui, verso di loro e delinea per il musulmano un cammino, mai compiuto, di rispetto per l’essere femminile: «I migliori uomini della mia comunità sono i mi¬gliori con le loro spose e le migliori donne della mia comunità sono le migliori verso i loro sposi. Ogni donna di queste ultime avrà come ricompensa quo¬tidiana l’equivalente di mille martiri morti sulla Via di Dio. Mentre ogni uomo che sarà buono con sua moglie avrà l’equivalente quotidiano di cento martiri caduti sulla via di Dio.» Al che ‘Umar Ibn-Al Khattab gli chiese: «Perché la donna ha il compenso di mille martiri mentre l’uo¬mo soltanto cento?» «Forse ignori che la donna ha maggior ricompensa presso Dio e più qualità che l’uomo?! Iddio eleverà l’uomo al Paradiso ad un livello che dipenderà dalla soddisfazione della sua sposa e in relazione ai suoi du’ha per lui», concluse il Profeta.” (Parole di donne)

Ho cercato a lungo questo “hadith”, non l’ho trovato in nessuna raccolta di ahadith, l’unico a citarlo (che ho trovato io!) è un sufi nato più di 300 anni dopo la morte di ‘Ubada ibn Kathir, quest’ultimo nome è inesistente nei libri che trattano dei “trasmettitori” del hadith, ma è molto “vicino” ad un altro nome: ‘Ubad, senza la “te’” finale, ipotizzo quindi che sia lui, ma questo non ci aiuta affatto, perché quest’ultimo è debole! Poi, in questa catena di trasmissione, c’è un altro nome tra lui e Meimuneh che Allah sia soddisfatto di lei che non trovo da nessuna parte! … quindi, in attesa che l’autrice ci porti una catena autentica di questo hadith, non dobbiamo neanche considerarlo!

• “Perché come ricorda un hadith profetico, l’emigrazione non è solo verso un luogo ma anche un estraniarsi da se stessi, ha una valenza spirituale: « L’emigrazione è quella di colui che si esilia da ogni lato nocivo e distruttore che ha in sé ”, disse il Profeta (pbsl).” (Le migrazioni nelle tradizioni religiose cristiane e musulmane)

Ho cercato a lungo senza trovare niente che possa essere tradotto come qui sopra! … il hadith che più si avvicina può essere tradotto con: “l’emigrazione è quella di colui che tralascia i peccati” (trasmesso da Ibn mejeh, autentico), e penso che la differenza tra la versione “adattata ad hoc” dall’autrice e quella autentica sia più che evidente! …

• “Diceva il Profeta, pace e benedizione su di lui: “Certamente le donne sono le sorelle degli uomini, chi le onorerà è onorevole, chi le disprez¬zerà è disprezzabile”

Questo hadith è inventato (il peggior debole), ed è anche tradotto male.


3- Forzature e varie:

• “L’essere colmati di grazia esige dunque un cuore profondamente timorato di Allah e umile, solo alcune persone hanno la giusta disposizione, in particolare i profeti, pace su di loro” (Riflessioni sulla sura VIII (seconda parte))Allah sia lodato c’insegna che i “colmati di grazia” sono di quattro categorie, come nel versetto: “Coloro che obbediscono ad Allah e al Suo messaggero saranno tra coloro che Allah ha colmato della Sua grazia: Profeti, uomini di verità, martiri, gente del bene; che ottima compagnia!” (surat Ennise’, 69), quindi non capisco perché la Dal Monte vuole restringere una rahmeh di Allah così estesa ad “alcune persone” (ci sono stati 124.000 profeti veri!)!!• “l’esito della storia umana, per volontà di Dio dipende anche dall’uomo” (Riflessioni sulla sura VIII (seconda parte))

Pessima espressione se intende sottolineare il libero arbitrio! L’uomo fa quello che vuole entro la volontà di Allah, quindi Tutto dipende solo da Allah compreso “l’esito della storia”!

• “Ciò ci ricorda le latitudini della nostra responsabilità: noi siamo responsabili della nostra anima, ma anche della società in cui viviamo.” (Riflessioni sulla sura VIII (seconda parte))

Non tutti, né in assoluto, ma ognuno nella sua sfera di responsabilità!!

• “Questa responsabilità riposta sul popolo poi ci allontana anche da una concezione in cui solo i capi avrebbero la responsabilità dell’andamento di una comunità. Se in alcuni versetti coranici, infatti, evidenziano la particolare responsabilità del capo di un popolo: “Davvero Faraone era altero sulla terra; divise in fazioni i suoi abitanti, per approfittare della debolezza di una parte: sgozzava i loro figli maschi e lasciava vivere le femmine. In verità era uno dei corruttori. (XXVIII,4)
qui il soggetto è il popolo, come nella quasi totalità dei versetti della sura VIII, il motivo della rovina del Faraone è condiviso con tutta la gente:
“Così [avvenne] per la gente di Faraone e per quelli che, già in precedenza, smentirono i segni del loro Signore. Li facemmo perire per i loro peccati. Facemmo annegare quelli di Faraone, perché erano oppressori.” (54)
Il popolo dunque è corresponsabile della direzione in cui va il proprio paese, non può giustificarsi pensando che non siede negli alti scranni, come sottolinea altrove il Corano, in cui appare chiaramente la propria responsabilità di condannare il male e promuovere il bene intorno a sé.
” (Riflessioni sulla sura VIII (seconda parte))

Questa è la tipica lettura di coloro che “politicizzano” l’islem e vorrebbero che “il popolo” faccia la “rivoluzione” per prendere il potere, quelli che tifano la “primavera araba” e chiamano martire chi si dà fuoco, lettura, questa, diagonalmente opposta a quella dei sapienti!
Il problema in questa “interpretazione” deriva dalla lettura parziale e tendenziosa del qur’èn, infatti, quando Allah parla del “popolo” di Faraone, in verità parla di coloro che gli hanno dato retta e l’hanno seguito nel suo rigetto della verità e nella sua miscredenza, altrimenti avrebbe colpa anche sua moglie che faceva parte del suo popolo, ma sappiamo benissimo, come c’insegna tra l’altro un famoso versetto, che la moglie del Faraone era musulmana e andrà sicuramente in paradiso.
La questione della “responsabilità” nell’islem è chiarissima nel famoso hadith del profeta salla allahu ‘eleihi we sellem “tutti voi siete responsabili….” Dove sono delimitati benissimo i suoi confini: ognuno deve fare il suo, e anche se dovessimo subire un castigo collettivo, saremo risuscitati secondo le nostre intenzioni come c’insegna il profeta salla allahu ‘eleihi we sellem.

• “Il versetto usa un’espressione particolare per indicare il luogo di cambiamento dell’uomo: Bi’anfusihim, che indica la parte interiore, intima della nafs. “Questo perché Allah non si mette a cambiare una Grazia che abbia concesso ad un popolo, sino a che non sono loro a cambiare ciò che v’è in loro stessi”, oppure ‘nelle loro anime’”. La scelta del termine Bi’anfusihim, ci sembra (wa Allahu a’lam) voglia, porre l’accento sulla comune origine di tutti gli uomini che evidenzia ancora una volta il concetto di comunità, la nafs è sì una realtà individuale, ma è legata alle altre da un’origine comune prima ancora di esserlo culturalmente o religiosamente. Nei versetti che riguardano la creazione umana, infatti, usando nafs, vengono sottolineate due cose molto importanti: l’unità primordiale del genere maschile e femminile e poi di tutta l’umanità: …” (Riflessioni sulla sura VIII (seconda parte))

Chi legge l’arabo non capisce alcunché di quanto ha capito la Dal Monte, si vede chiaramente il labirinto filosofico che crea per arrivare alla sua teoria dell’origine asessuata del genere umano, non capisco come arriva a dire: “che indica la parte interiore, intima della nafs”, e pure il versetto è così chiaro!
il fatto di dire: “(wa Allahu a’lam)” dopo aver detto un’abnormità non allevia in niente la colpa! Anzi può essere ancora più grave in quanto inganna il lettore facendolo pensare che l’autrice teme Allah nel parlare a suo nome!

• “L’amore per gli “ornamenti d’oro” appare collegato dunque al politeismo…” (Gesù, pace su di lui, è una conoscenza dell’Ora (I parte))

Dice Allah (traduzione): “Abbiamo abbellito, agli [occhi degli] uomini, le cose che essi desiderano: le donne, i figli, i tesori accumulati d’oro e d’argento, i cavalli marchiati, il bestiame e i campi coltivati; tutto ciò è solo godimento temporaneo della vita terrena, mentre verso Allah è il miglior ritorno.” (‘èl ‘imran, 14)
io non vedo nessun riferimento al politeismo…

• “C’è dunque una relazione stretta tra il suo essere e l’Ora, in lui possiamo attingere ‘ilm, scienza, conoscenza circa tale avvenimento. I commentatori in generale interpretano tale espressione come un riferimento alla venuta di Gesù nei Tempi Ultimi, prima del Giorno del Giudizio, corroborandola con diversi hadith. Ad esempio Hudhayfah ibn Usayd al-Ghifari disse: “Il Messaggero di Allah (p.b.s.l.) giunse tra noi all’improvviso mentre eravamo (impegnati in una discussione). Egli disse: “Di che cosa state discutendo?” Noi rispondemmo: “Stiamo discutendo dell’Ultima Ora.” Quindi disse: “Non giungerà senza che prima vediate dieci segni” – e (a questo proposito) menzionò il fumo, il Dajjal, la bestia, il levarsi del sole dall’occidente, la discesa di ‘Isa, figlio di Maryam (p.s.l.), Yajuj e Majuj, alcune frane di terreno in tre posti, una in oriente, una in occidente e una in Arabia, al termine della quale il fuoco brucerà procedendo innanzi dallo Yemen, guidando la gente al luogo della loro assemblea.” (Sahih Muslim)Oltre a questo ruolo escatologico evidenziato dalla Tradizione10, niente impedisce di leggere la sua vicenda storica e profetica in relazione all’Ora.”
(Gesù, pace su di lui, è una conoscenza dell’Ora (I parte))

Questo è un altro “bel” esempio su come la Dal Monte ama complicarsi la vita e filosofare sulle cose chiare! I sapienti si limitano a spiegare il Qur’èn con la sunna, proprio perché sono sapienti, arriva lei invece e dice: “niente impedisce di leggere la sua vicenda storica e profetica in relazione all’Ora” … per ora la sua frase all’inizio di questo paragrafo (C’è dunque una relazione stretta tra il suo essere e l’Ora) è nebbiosa, non so cosa implica, ma non mi meraviglierei di niente visti i precedenti…

• “Capita che la mentalità chiusa di alcuni sapienti” (La donna musulmana tra identità e integrazione (incontro Confronti))

Non so come fa un sapiente ad avere la mentalità chiusa quando parla di scienza! … e fin quando non ci dirà di che sapiente parla e quale la sua prova sulla sua immonda accusa, per noi sarà solo una calunniatrice! E renderà sicuramente conto di questa calunnia davanti ad Allah!

• “Un lavoro critico è necessario e si deve sempre rinnovare, perché nessuna religione, spiritualità, filosofia umana o politica è immune da interpretazioni chiuse, da una cattiva gestione del potere e dalla strumentalizzazione dei sentimenti di vittimismo così come da una proiezione distorta dell’esterno” (La donna musulmana tra identità e integrazione (incontro Confronti))

Ho sempre avuto l’impressione che la Dal Monte, ogni volta che vuol parlare di islem, si prepara leggendo la storia del cristianesimo! …sembra non sapere niente di islem!… mette nello stesso calderone l’islem, le religioni, la spiritualità, le filosofie umane e la politica, e pretende quello che pretendono gli orientalisti: “criticare, rinnovare, aggiustare, …ecc”, ma quando capirà che l’islem non è comparabile a niente?!… l’islem ha la parola di Allah mai alterata, ha la sunna del profeta salla Allahu ‘eleihi we sellem con le sue scienze e i suoi propri metodi di studio, di ricerca,…! Ha i sapienti più onesti e oggettivi che nessun’altra realtà umana ha conosciuto (senza che questo faccia di loro degli “infallibili” come preteso da altri!)!
Deve anche sapere che questi sapienti da lei denigrati, non hanno chiuso la porta della “critica scientifica” in faccia a nessuno, anzi!… ma pretendono –giustamente- da chi li critica di avere i requisiti minimi per poterlo fare: la scienza!

• “Il “tra” del nostro titolo può però essere inteso anche come quello spazio che deve percorrere una persona (ogni persona) dal sé alla società in cui vive e che dovrebbe sfociare in un sentimento di “appartenenza” alla stessa, al poter pensare, in modo critico e affettivo insieme “è la mia società” ”. (La donna musulmana tra identità e integrazione (incontro Confronti))

Visto che è di Islem e di musulmani che si tratta, vorrei conoscere le “prove” di questo “dovere”,… ma siccome rischio di aspettare una vita (visto che è un “dovere” inventato), ricordo alla Dal Monte il versetto 54 di surat Hud (tradotto): “… Disse: “Mi sia testimone Allah, e siate anche voi testimoni, che rinnego tutto ciò che associate”, queste parole del profeta Hud ‘leihi esselem (dette anche dagli altri profeti) sono quello che il musulmano che vive tra i miscredenti deve dire e fare; e questo ovviamente non vuol dire chiudersi, essere ingiusto o –addirittura- essere “terrorista”,.. no!! vuol dire solo essere se stessi al costo di risultare “non integrati”…

• ““La Notte del Destino è migliore di mille mesi. In essa discendono gli angeli e lo Spirito, con il permesso del loro Signore, per [fissare] ogni decreto.” (XCVII)

“Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima toccava il cielo; e gli angeli di Dio salivano e scendevano per la scala….” (Bibbia, Genesi 28,12)” (Gli angeli)

Non si possono accostare i versetti del Qur’en e i versetti della bibbia così, senza specificare le differenze, infatti, nella bibbia è descritto il mezzo (la scala) mentre nel qur’en non troveremo da nessuna parte questa descrizione!

• “Se noi guardiamo alle Fonti della religione islamica la pace, nei due sensi che abbiamo prima citato, ci appare come legata alla fede, alla misericordia e alla giustizia. […] Pace-giustizia: […] Disse Martin Luther King …” (Pace e giustizia)

Prima la Dal Monte ci dice: “ … Se guardiamo alle Fonti della religione islamica…” poi subito dopo il primo versetto ci spara a raffica le citazioni di un certo “Martin Luther King”… è un sapiente dell’islem che io non conosco o è il famoso predicatore americano??…

• ““Egli è Colui che ha fatto scendere la Pace nel cuore dei credenti, affinché possano accrescere la loro fede: [appartengono] ad Allah le armate dei cieli e della terra, Allah è sapiente, saggio.” (XLVIII, 4)
Via che ci è stata mostrata mediante la rivelazione, anch’essa accompagnata dalla pace:
“La Notte del Destino è migliore di mille mesi. In essa discendono gli angeli e lo Spirito , con il permesso del loro Signore, per [fissare] ogni decreto . E’ pace, fino al levarsi dell’alba.” (XCVII, 2-5)
Del resto il termine pace, salam, deriva dalle stesse radicali di islam (sin, lam, mim), e quindi c’è un’area concettuale comune che si dispiega nei significati di abbandono fiducioso, sottomissione confidente in Dio.
” (Pace e giustizia)

Un altro esempio di interpretazione errata perché basata su un‘interpretazione! … E pure sarebbe stato molto facile andare a controllare questi due versetti nel Qur’en per capire che la parola “pace” sulla quale la Dal Monte costruisce il suo castello viene usata dal traduttore del qur’en per tradurre due parole diverse nei due versetti tradotti! Quindi niente “area concettuale”, … un altro esempio di “leggerezza” nella ricerca, una “leggerezza” imperdonabile nelle scienze non religiose, … e nell’islem?? … lasciamolo dire all’autrice del massacro….

• “il musulmano è chiamato a ricercare l’equilibrio,” (Cuore – corpo, parole di spiritualità (1 maggio- Re)).

Il musulmano non è chiamato a “ricercare” l’equilibrio, ma è chiamato a praticare l’islem come unica via per l’equilibro, e penso che la differenza è spaziale!

• “Perché Allah è vicino al cuore: “ O voi che credete, rispondete ad Allah e al Suo Messaggero quando vi chiama a ciò che vi fa rivivere e sappiate che Allah si insinua tra l’uomo e il suo cuore (qalbihi) e che sarete tutti radunati davanti a Lui. (VIII, 24)” (Cuore – corpo, parole di spiritualità (1 maggio- Re))

Un’altra errata interpretazione basata su un’errata traduzione: la Dal Monte capisce dal verbo riflessivo “si insinua” che Allah è “vicino al cuore”, ma il verbo arabo “yahùl” tradotto con “si insinua” non è riflessivo, e non vuol dire “si insinua”, il significato più vicino è: “separa, impedisce”.

• “Stupisce leggendo le fonti della religione islamica come tanti secoli fa le donne islamiche non contente di norme che proteggevano la loro posizione8 sentissero il bisogno di una maggiore uguaglianza, a cominciare da quella del linguaggio. Lo studio delle « circostanze della rivelazione » del Corano chiamato « as-sbab annuzûl » ci svela l’implicazione di alcune donne nel contesto della rivelazione, in diversi versetti coranici. “Ad esempio troviamo la protesta di più donne perché la rivelazione formulata al maschile sembrava metterle in secondo piano. “La versione più conosciuta, quella trasmessa tra gli altri da At-Tabari e che concerne Umm Salama sposa del profeta. Secondo questa versione, Hind Bint Abî Umaya, più conosciuta con il nome di Umm Salama avrebbe detto un giorno al profeta : « Perché le donne non sono nominate nel Corano come gli uomini? » Nello stesso giorno, alla preghiera di Dohr, ecco che il profeta dal minbar annunciò : “ O gente – yâ ayyuhâ an-nâs – ecco ciò che vi dice Dio nel Suo Corano…” (8 marzo: la dignità della donna nell’islam)

Io invece sono stupito da tutta questa sfrontatezza, presunzione, ignoranza e assenza di tatto verso il profeta salla allahu ‘aleihi we sellem, verso sua moglie e verso i sapienti musulmani! Questa è un’altra calunnia ancora più grande! Dire che una sposa del profeta salla allahu ‘aleihi we sellem non era “contenta delle norme che proteggevano le sue posizioni” e che “sentisse il bisogno di una maggiore uguaglianza”, Dio mio! Che calunnia! Che mancanza di educazione, di tatto, di considerazione, di comprensione e di rispetto verso Allah, il suo profeta salla allahu ‘aleihi we sellem, le madri dei credenti e le sahabièt!! …
Da una semplice e innocente domanda: “Perché le donne non sono nominate nel Corano come gli uomini?” la Dal monte arriva a tutta questa “scienza”!! e dire che questa stessa frase è stata tramandata per quattordici secoli da moltissimi sapienti, anche donne, che non hanno saputo tirare questi “tesori” da essa!! … non so che dire! …

• “Proprio a causa dell’Egira troviamo un’altra rivendicazione femminile. Infatti, Umm Salama manifestò il suo profondo dispiacere di notare come il Corano tacesse sulla partecipazione delle donne all’espatrio o hijra, che fu una tappa primaria nella storia dell’islam. La tradizione riporta che Umm Salama disse al Messaggero di Allah : « Gli uomini sono nominati diversi volte dal Corano a proposito della loro partecipazione alla hijra, mentre noi donne non siamo affatto menzionate ! ». Queste parole saranno la causa della rivelazione del versetto seguente : « Il loro Signore risponde all’invocazione: “In verità non farò andare perduto nulla di quello che fate, uomini o donne che siate, ché gli uni vengono dagli altri (baadoukoum min baad) . A coloro che sono emigrati, che sono stati scacciati dalle loro case, che sono stati perseguitati per la Mia causa, che hanno combattuto, che sono stati uccisi, perdonerò le loro colpe e li farò entrare nei Giardini dove scorrono i ruscelli, ricompensa questa da parte di Allah. Presso Allah c’è la migliore delle ricompense.» (III,195)” (Parole di donne)

Penso sia ormai chiaro a chiunque che l’autrice interpreta i testi seguendo la sua passione, questo è l’ennesimo esempio, ma la verità è tutt’altra: Umm Salama che Allah sia soddisfatto di lei, aveva fatto la Hijra come ce lo ricorda la stessa Dal Monte, quindi le viene spontaneo chiedere se la sua ricompensa sarà uguale a quella degli uomini, visto che Allah sia lodato ha usato il maschile per parlare di tale atto di fede, e la risposta è quella che viene recitata nel versetto in questione; quindi, nessuna “rivendicazione femminile” e nessun “dispiacere” da parte della madre dei credenti che era lontana anni luce da tale pensiero sviato che nemmeno le persone con un po’ di scienza possono avere! … la madre dei credenti che sapeva benissimo che :” Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro. Chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato palesemente si travia” (traduzione versetto 36 surat El Ehzeb).
Questa interpretazione dimostra a che punto arriva l’ignoranza e il non rispetto dell’autrice nei confronti della madre dei credenti, e la sua estraneità al Edeb che s’impara dai sapienti quando parlano delle mogli del profeta salla Allahu ‘eleihi we sellem e dei suoi compagni! .. che Allah ci preservi da tale atteggiamento!

• “… Ma di quale tipo di conoscenza parlano le fonti islamiche? Si riferiscono a quella che proviene da Dio e che l’uomo riceve grazie alla rivelazione nella fede, o anche a quella che è insita nell’uomo e rivolta alla conoscenza del mondo e di se stesso? Di entrambe” (Conoscenza e fede un binomio irrinunciabile nell’islam)

I sapienti dicono tutt’altro invece! Essi dicono: “dovunque -nel qur’en e nella sunna- troviamo la parola ‘ilm (scienza, conoscenza) senza specificazione, allora è di scienza del qur’en e della sunna che si tratta”! infatti, le altre scienze non sono lodate in assoluto, e quelle benefiche tra di esse non sono un fard ‘ein (un’obbligo di ciascun musulmano) come lo sono le scienze islamiche necessarie per adorare Allah sia lodato.

• “Essere umani significa essere votati al conoscere…4 La conoscenza del mondo iscritta nel nostro essere ci abilita ad essere Khalîfa fî al ard… E già questa parola evidenzia sia il nostro potere che la nostra dipendenza. Rappresentiamo, e lo facciamo nella misura in cui aderiamo al progetto del vero Padrone del mondo.” (Conoscenza e fede un binomio irrinunciabile nell’islam)

“Rappresentare, aderire al progetto..” … mi sembra di leggere qualche opuscolo dei testimoni di geova!…
Noi non siamo “votati al conoscere” come afferma l’autrice, ma all’adorazione, il “conoscere” non è altro che un “mezzo” per l’adorazione! Allah sia lodato dice (traduzione): “È solo perché Mi adorassero che ho creato i dèmoni e gli uomini” (Eththerièt, 56)

• “Questa riflessione non è nuova e la ritroviamo in tutti i dibattiti che contrappongono gli ‘ulamâ’ del rinnovamento (al-mujaddidûn), fin dal XIV secolo, a quelli che venivano definiti gli imitatori (al-muqallidûn). Le critiche erano chiare: i primi rimproveravano ai secondi di ripetere semplicemente quello che alcuni sapienti avevano detto ed elaborato per la loro epoca, di limitarsi a una lettura letterale dei Testi o di impegnarsi in una sorta di sacralizzazione delle produzioni precedenti. Secondo i mujaddidûn, nell’ambito delle questioni sociali era necessario fare un continuo sforzo di rilettura, di contestualizzazione e di applicazione adeguata delle prescrizioni alla luce del senso globale dei Testi, della natura dell’ambiente e dell’epoca. È così che intendevano l’ijtihâd.” (Conoscenza e fede un binomio irrinunciabile nell’islam).

L’autrice in questo passaggio reinventa il significato della già esistente terminologia, facendo una confusione grottesca tra gli “imitatori” e i “letteralisti”, i “rinnovatori” e gli “innovatori”!… sembra essere dalla parte dei “rinnovatori”, ma in verità, come i suoi scritti testimoniano, è dichiaratamente dalla parte opposta!

• “Da questa unità spirante dalla rivelazione e dal creato, viene il dovere per il musulmano di ricercare la conoscenza in tutti i suoi aspetti, sia nell’ambito delle Fonti della Rivelazione, sia nello studio del mondo e della persona umana…” (Conoscenza e fede un binomio irrinunciabile nell’islam).

Il “dovere” nell’islem è un “obbligo” che il musulmano “deve” fare, e ci dovrebbe sempre essere una “prova” dal Corano o dalla sunna sul suo essere un “dovere”; ora chiediamo all’autrice: il profeta salla Allahu ‘eleihi we sellem, si era mai dato a qualche “scienza” non religiosa? I quattro califfi che erano i più eruditi tra i compagni, si erano mai interessati di un’altra scienza non religiosa? Gli altri compagni? … quindi tutti questi hanno mancato al loro “dovere”? … sarà mica sciita la Dal Monte?!…

• “La prima cosa da tener presente è che che l’islam non è una realtà monolitica, ci sono diverse correnti interpretative (almeno 7-8), com’è del resto nelle altre religioni” (Burqa? Una manifestazione dell’identità religiosa?)

L’islem non è una “realtà” per essere monolitica o non, esso è la religione di Allah; per le “correnti interpretative” invece, bisogna specificare che nell’ambito del credo, l’islem è uno solo, tutte le altre “interpretazioni” sono “sette” che fanno sicuramente parte delle 72 sette di cui il profeta salla _llahu ‘eleihi we sellem ci parlò; per il fiqh (la giurisprudenza islamica), ci sono le famose quattro scuole che non sono quattro versioni diverse: spesso concordano su una stessa opinione o si dividono su due opinioni o più, a seconda della “prova” adoperata dai sapienti delle stesse scuole, ci sarebbe anche una quinta scuola meno nota ma questo non cambia in niente quanto già spiegato.

• “Per finire faccio mia una riflessione di Tariq Ramadan, su come invece di censurare si dovrebbe appoggiare quelle persone che possiedono autorevolezza presso la comunità dei musulmani e che sono in grado di essere ascoltati e fare un lavoro sulle mentalità… E non semplicemente quelli che piacciono perché assomigliano a noi stessi e la cui possibilità di incidere sul pensiero della comunità è veramente bassa… “La domanda che si dovrebbe porre una corretta laicità, davanti ad una pluralità interpretativa è: “Come utilizzare al meglio le autorità che fanno evolvere le mentalità nel giusto senso?”, al di là di una semplice condanna radicale che non sarà accolta e quindi non servirà”.” (Burqa? Una manifestazione dell’identità religiosa?)

… !! mi viene da chiedere: da che parte stanno La Dal Monte e Ramadan? Che gioco stanno facendo?! Parlano di “manipolazione delle menti” come se fossi una bella cosa! … poi che “mentalità” vorrebbero far “evolvere”? che rispetto hanno per la “massa dei musulmani” (che sono i loro fratelli e sorelle in Allah!)?…

• “La riduzione operata dai letteralisti moderni consiste nel non distinguere le sfere (‘aqîda e ‘ibadât da una parte e mu’âmalât d’altra), imponendo all’agire dell’uomo il principio di elaborazione delle regole delle prime due («si può fare solo ciò che è scritto»). In questo senso, tutto ciò che non corrisponde, nella forma, a ciò che facevano o producevano il Profeta e i compagni sarebbe una bid’a e non si potrebbe fare altro che condannarlo.” (Femminismo islamico)

Questa affermazione è così ridicola che mi fa ridere! … un “sapiente” che “non distingue”!.. cioè: la Dal Monte riesce a distinguere, quindi a capire, quello che i sapienti non riescono a capire dell’islem!!
l’altra alternativa a questa mia comprensione della sua frase è che questi sapienti “non vogliono” distinguere, e a quel punto chiediamo all’autrice di darci i nomi di questi “letteralisti”, così possiamo verificare le loro prove e confrontarle con quelle di coloro che “distinguono”…
Attendiamo………………………. in vano temo!

• “La grande maggioranza delle correnti sunnite e sciite, e così la maggioranza degli studiosi, sono dell’opinione che il niqab e il burqa non siano una prescrizione islamica (cioè un obbligo), mentre il hijab (che tiene scoperto il volto) lo è. Posizione espressa anche da Dachan, ex-presidente UCOII all’audizione 1 dicembre 2009 al Parlamento….. “l’Ucoii non considera tanto il niqab quanto il burqa un dovere religioso inderogabile.”1 “C’è però una interpretazione minoritaria, sia nei paesi musulmani che in Occidente, che afferma lo sia. Dette correnti minoritarie…” (Burqa? Una manifestazione dell’identità religiosa?)

Qua ci sono tante cose da dire:
– L’islem non è la religione della “maggioranza” ma quella della “prova”, a prescindere dal numero di sapienti che è in accordo o in disaccordo.
– Gli sciiti hanno le loro fonti che non c’entrano con quelle dei sunniti, quindi citarli è come non citarli.
– La “prescrizione” comprende “l’obbligo” (il Fard) e il “consigliabile” (il mustehebb), e quindi, il niqeb da questo presupposto è una prescrizione islamica per tutti i sapienti!
– Due delle quattro scuole conosciute ritengono il Niqab un “obbligo”, le due restanti lo ritengono un “obbligo” solo se vi è rischio di Fitneh, condizione che si è, ahimè, più che verificata, dunque la maggioranza di cui parla l’autrice è un suo sogno!
– Non sapevo che in Italia ci siano due sapienti che si chiamano Dachan e Ucoii che si sono “espressi” sull’argomento!…

• “Parlare della coppia dal punto di vista naturale significa anche saper cantare la bellezza dell’amore ed essere consapevoli della sua pericolosità e del suo limite. La bellezza e potenza dell’amore, proprio perché è un evento fondamentale dell’essere-nel-mondo la troviamo ben evocata in innumerevoli opere letterarie, e il linguaggio della poesia è forse il più vicino a tale realtà, e non è assente dalla rivelazione, ad esempio il versetto che recita: “esse sono una veste per voi e voi lo siete per loro…” (II,187) appartiene sicuramente al genere letterario della poesia” (La coppia nell’islam)

Allah gloria a lui afferma in diversi versetti che il Corano non ha niente a che vedere con la poesia, ma la Dal Monte afferma –filosofando- il contrario!… sarà “consapevole” di questo crimine o lo fa “in buona fede”?!!

• “La Sulamita e Rut: due figure dell’amore in un’ interpretazione islamica” (La Sulamita e Rut: due figure dell’amore in un’ interpretazione islamica)

interpretare la bibbia secondo le proprie passioni e mettere l’etichetta “islamico”!
ricordiamo che leggere la bibbia per trarne scienza o saggezza è semplicemente “vietato” per il fatto che i musulmani sono unanimi sulla sua manomissione, quindi non possiamo mai dire: “questa parte o quell’altra sono autentiche”; il profeta pace e benedizione siano su di lui ha severamente rimproverato ‘Umar, che Allah sia soddisfatto di lui, quando l’ha visto con alcuni pezzi di bibbia in mano, la sua lettura è permessa a colui che ha abbastanza scienza da essere immune davanti alle manipolazioni in essa contenuti, condizione che manca alla Dal Monte come ci sembra palese.

• “Ciò che unisce l’uomo e la donna è detto nel versetto coranico che abbiamo citato con due termini: mawadda e rahma, “E ha stabilito tra voi amore (mawadda) e tenerezza (rahma): amore intenso e misericordia. Sono due termini che ritroviamo nella forma assoluta e totale in Dio: Colui che è Amore, Colui che è Misericordia: Al Wadûd, l’Amore infinito, l’infinitamente Amante, Ar-Rahmâni, Ar-Rahîm, misericordia e tenerezza. Mawadda è un termine che esprime l’amore intenso, volere bene, desiderare, preferire, amicizia, simpatia, non è un termine usato solo nell’ambito delle relazioni uomo-donna, sta ad indicare la predilezione per qualcuno, il forte attaccamento” (La Sulamita e Rut: due figure dell’amore in un’ interpretazione islamica)

E’ risaputo tra i sapienti che i nomi di Allah non si possono “inventare”, bisogna chiamare Allah con i nomi che Egli si è scelto e ci ha insegnato, non abbiamo nessun diritto di passare da una “forma” di una parola ad un’altra, cioè: se Allah si chiama “El Wedud”, noi non possiamo chiamarlo “El Meweddeh”, quindi è sbagliatissimo dire che Allah è “l’Amore infinito” o è “misericordia e tenerezza” come fa l’autrice! È sbagliatissimo per il principio e anche per le conseguenze!… non voglio “filosofare”, ma le implicazioni di questa “licenza” sono molto pesanti!..

• “Sappiamo infatti, come a partire dallo loro nascita le figlie femmine, erano talmente disprezzate nella cultura pre-islamica che a volte venivano, sepolte vive alla nascita” (Parole di donne)

Le figlie non erano “disprezzate”, al contrario!… e Il motivo del dramma che subivano era –semplicemente- che gli arabi preferivano la morte alla schiavitù: pensavano che le figlie potevano essere catturate nelle numerose guerre che si facevano tra di loro e ridotte a schiave, e quindi alcuni di loro preferivano ucciderle per evitare tale probabile fine!… quindi per amore, non per odio come afferma la Dal Monte, atto comunque da condannare, ma senza ricostruzioni fantastiche..

• “Ciò ci dovrebbe far riflettere su coloro che, per esempio sostengono un dovere di « obbedienza » – Tâ’a – « incondizionata » della donna verso il marito e che la presentano come essendo un principio fondamentale e indiscutibile per ogni donna musulmana pia, «musulmana come si deve » !…” (Parole di donne)

Un’altra clamorosa calunnia nei confronti dei sapienti! … sfido la Dal Monte & Co di citarmi un solo nome di sapiente che abbia detto questo! Un solo nome!!

• “Stupisce leggendo le fonti della religione islamica come tanti secoli fa le donne islamiche non contente di norme che proteggevano la loro posizione sentissero il bisogno di una maggiore uguaglianza, a cominciare da quella del linguaggio. Lo studio delle « circostanze della rivelazione » del Corano chiamato « as-sbab annuzûl » ci svela l’implicazione di alcune donne nel contesto della rivelazione, in diversi versetti coranici. Ad esempio troviamo la protesta di più donne perché la rivelazione formulata al maschile sembrava metterle in secondo piano. “La versione più conosciuta, quella trasmessa tra gli altri da At-Tabari e che concerne Umm Salama sposa del profeta. Secondo questa versione, Hind Bint Abî Umaya, più conosciuta con il nome di Umm Salama avrebbe detto un giorno al profeta : « Perché le donne non sono nominate nel Corano come gli uomini? » Nello stesso giorno, alla preghiera di Dohr, ecco che il profeta dall’alto del minbar annunciò : « O gente – yâ ayyuhâ an-nâs – ecco ciò che vi dice Dio nel Suo Corano… » Poi, espose loro il versetto che poi citiamo Secondo una variante sempre Umm Salama, avrebbe invece detto : « Perché gli uomini sono citati in tutte le occasioni e noi donne invece no ? ! » Ci sono diversi hadith che riportano il fatto designando donne diverse diverse. Nonostante queste divergenze tra i diversi sapienti circa l’autrice della rivendicazione femminile, è chiaro che il contenuto resta lo stesso nelle diverse versioni esistenti. Sono delle donne che hanno manifestato al Profeta il loro malcontento davanti ad un discorso coranico che – ai loro occhi – sembrava ignorarle ! ! Visto le molteplici fonti che riportano questo racconto è molto probabile che siano state numerose ad esprimere un tale risentimento… E’ certamente questo un discorso rivendicativo di tipo femminista…”” (Parole di donne)

Che dire?!! Ignoranza e arroganza, assenza di rispetto verso la madre dei credenti e le sahabièt e male interpretazione,… che Allah ci preservi di un tale atteggiamento!

• “… Di questa capacità di comprendere l’essere femminile da parte del Profeta, pbsl, e invece della più grande difficoltà di alcuni dei suoi compagni, più ancorati alle logiche culturali lo vediamo in questo hadith: ‘Umar disse: “Un giorno andai dal Profeta e lo vidi sorridere. Che Dio ti faccia sempre sorridere, o Messaggero di Dio, gli dissi e gli chiesi come mai stesse sorridendo. Sorrido a queste donne, stavano chiacchierando di fronte a me prima che tu arrivassi. Quando hanno udito la tua voce, sono scomparse tutte, rispose, sorridendo ancora. All’ascoltare questa risposta, alzai la voce e dissi loro:”o nemiche di voi stesse, voi siete spaventate da me ma non siete spaventate dal Messaggero di Dio, e non gli mostrate rispetto; gli risposero: Sei duro di cuore e severo”. (Al-Bukhârî)
‘Umar, che Dio sia soddisfatto di lui, fece più fatica a cambiare mentalità….
” (Parole di donne)

Ancora fedele alla sua manipolazione! Vado a verificare sull’autentico del Bukhari, e trovo elementi chiave non tradotti nella versione della Dal Monte, o addirittura manipolati! Apprendiamo quindi dalla versione integrale in arabo che le donne stavano chiedendo troppe cose al profeta salla _llahu ‘eleihi we sellem ed alzavano le loro voci al di sopra di quella sua, e alla domanda di ‘Umar, il profeta salla _llahu ‘eleihi we sellem rispose dicendo “mi sono meravigliato di queste donne….” Che è ben diverso dalla traduzione proposta dalla Dal Monte: “Sorrido a queste donne”, a quel punto, ‘Umar, il sapiente che conosceva il versetto che vietava ai credenti di alzare la voce al di sopra di quella del profeta salla _llahu ‘eleihi we sellem, le rimproverò, e la risposta del Profeta salla _llahu ‘eleihi we sellem fu un complimento a ‘Umar, gli disse: “ogni volta che prendi una strada, il chaytan cambia strada [per non incontrarti]”; ma pare che questo complimento non piaccia alla Dal Monte che l’ha censurato, e che in diversi suoi post ha parlato di ‘Umar, che Allah sia soddisfatto di lui, come di uno che non faceva la differenza tra l’islem e le tradizioni e che fece fatica a cambiare!!.. questo ‘Umar di cui il profeta salla _llahu ‘eleihi we sellem diceva: “Allah ha messo la verità nella lingua di ‘Umar quando parla”!! e l’ha chiamato “il Martire”!! La Dal Monte osa parlare in questo modo immondo di questa montagna di scienza e di taqwa!!… e chi fa questo è solo un ignorante o uno sfegatato sciita che pensa di adorare Allah odiando ‘Umar!!
Quello che sto dicendo non è una “santificazione delle persone” come potrebbe accusarmi la Dal Monte (che santifica i sufi!), ma la pura verità di cui sono pieni i libri di hadith autentici, ‘Umar, è la seconda migliore persona in assoluto nella umma del Profeta salla _llahu ‘eleihi we sellem dopo Abu Bekr che Allah sia soddisfatto di loro, e se viene così sminuito tutti gli altri compagni lo saranno ancora di più!

• “Tutto l’atteggiamento del Messaggero di Dio di¬mostrava la sua indefessa volontà di promuovere lo sviluppo e l’emancipazione della donna. “Aveva fatto della moschea un luogo di riu¬nione che radunava uomini e donne, insieme per dibattere, prendere le decisioni, discutere delle questioni spirituali, politiche e sociali, economiche e familiari. La moschea, così come l’aveva voluta l’Inviato di Dio, non era solo un luogo di culto, ma anche uno spazio culturale e politico in cui i mu¬sulmani e le musulmane discutevano in gruppo dei loro problemi. Non c’era, come oggi vediamo ovun¬que, muri che separavano gli uomini dalle donne. Era uno spazio comune in cui entrambi i generi riuniti per la preghiera prendevano decisioni, rice¬vevano istruzioni dal Messaggero e si tenevano al corrente delle ultime novità della comunità. Le donne avevano lo stesso diritto di parola degli uomini e non esitavano a prendere la parola in pubblico. Il Profeta (pbsl) fu esplicito sull’obbligo delle donne di assistere a queste riunioni, come prova questo celebre hadith: «Non proibite le moschee alle donne.» Ad esempio Zaynab, figlia del Profeta (pbsl) un giorno prese la parola al mattino, al-fajr, per dichia¬rare solennemente a tutta l’assemblea che concede¬va la sua protezione all’ ex marito – la cui tribù era in guerra contro i musulmani – che si trovava presso di lei. Dopo la preghiera il profeta (pbsl) verificò la notizia e accettò che quell’uomo fosse lasciato libero di circolare a Medina, nonostante il contenzioso con la sua tribù. Tutta la comunità rispettò la protezione concessa da una donna ad un nemico…””11 (Parole di donne)

Direi che oramai siamo abituati a queste “interpretazioni” che, invece di rispettare il significato del testo, gli “fanno dire” tutto quello che l’autrice vuole, il “testo” per lei è un muro bianco sul quale, nel buio della sua ignoranza, proietta le sue passioni!
Il Hadith che cita è autentico (Non proibite le moschee alle donne), ma non parla minimamente di “obbligo” della donna a frequentare la moschea, come è chiaro persino dalla traduzione (anche se i testi non devono mai essere interpretati dalla traduzione!), se a questo aggiungiamo il hadith rapportato dalla madre dei credenti Aisha che Allah sia soddisfatto di lei, dove lo stesso profeta salla _llahu ‘eleihi we sellem dice: “… è meglio che [la donna] faccia la sua preghiera a casa rispetto a farla in moschea” (Trasmesso da El Beiheqy e giudicato buono da El Elbeni) ci rendiamo conto ancora di più che la sua è una mera menzogna;.. e se questo non dovesse bastare, chiederemmo alla più sapiente delle donne, la madre dei credenti Aisha che Allah sia soddisfatto di lei, (riconosciuta come tale anche dalla nostra stessa autrice) cosa pensa di questo argomento, la risposta rischia di far venire un infarto alle “femministe” musulmane, e dovrebbe –almeno- convincerle di abbandonare questa bid’eh (innovazione) che rischia di decapitare la loro sottomissione ad Allah! … la madre dei credenti, l’indiscussa sapiente Aisha che Allah sia soddisfatto di lei, dice: “se il profeta sall _llahu ‘eleihi we sellem vedesse quello che le donne fanno ora, vieterebbe loro la moschea come è stata vietata alle donne dei figli di israele” (trasmesso dai due), badiamo bene che le donne di cui parlava erano quelli del suo tempo! Quindi, sicuramente con un livello di pratica, di fede, e di devozione molto superiore alle nostre contemporanee che di tanto in tanto sfilano vestite /svestite nei canali televisivi per “difendere” l’islem: sappiano allora, che devono difenderlo da se stesse, e questo è possibile solo conoscendolo per quello che è!
Per il Hadith di Zeyneb che Allah sia soddisfatto di lei invece, l’autrice è fedele a se stessa: dice le cose a metà per renderle coerenti con le sue passioni; infatti, non si trattava dell’ “ex marito” visto che i versetti che vietano il matrimonio tra una musulmana e un kefir non erano ancora scesi, ma era ancora suo marito, ed era figlio di sua zia, quindi suo cugino, e padre dei suoi figli,… ovviamente, tutte queste considerazioni sono valide solo se questo episodio dovesse dimostrarsi “autentico” , cosa un po’ difficile da controllare –per me- in questo momento…

• “Queste caratteristiche di umiltà più legate all’essere femminile sono molto significative, quando realizzate rettamente incarnano quella che è la condizione di ogni essere umano davanti a Dio: ‘abd, servi di Dio. Possiamo dire dunque che tale realizzazione femminile è quella che più si avvicina alla verità dell’essere umano, mentre l’autorità, che potrebbe sembrarci più elevata, è provvisoria e limitata e delegata, infatti il potere assoluto appartiene solo a Dio. A conclusione di questa riflessione sulla bellezza di certi aspetti dell’essere femminile di difficile comprensione in questa società, a cui potremmo aggiungere, la modestia, il celarsi, la castità, ecc. , vorrei citare la figura di donna di cui il Corano parla più diffusamente: Mariam. Ella è ayat, dice il Corano e su di lei vogliamo riflettere per ritrovare i sentieri di una femminilità completa, lontano dalle menomazioni culturali del passato e del presente. Wa Allahu a’lam.” (I sentieri della femminilità)

Il Profeta salla _llahu ‘eleihi we sellem dice : “molti uomini sono stati completi, ma dalle donne solo Asia moglie di Faraone e Meriem figlia di ‘Imran; e Aisha rispetto alle donne è come il Tharid [un piatto fatto di carne e pane] rispetto agli altri piatti [il migliore]” … lascio alla Dal Monte l’interpretazione di questo hadith autentico…


4- Brevi:

• “il rispetto [del profeta pace e benedizione siano su di lui] del gusto degli Ansâr per l’arte e il canto” (Le migrazioni nelle tradizioni religiose cristiane e musulmane)L’arte e il canto?!• “Il paradiso è riconciliazione dell’uomo con la natura, in altre parole con la materia” (Cuore – corpo, parole di spiritualità (1 maggio- Re))

perché, avevano litigato?

• “La coppia nelle Fonti e nell’esperienza del nostro essere nel mondo si mostra come come un evento che è insieme creaturale, cioè naturale, appartiene al nostro essere-nel-mondo, spirituale, quindi in linguaggio filosofico è un’esperienza trascendentale” (La coppia nell’islam).

Cioè: per capire l’islem dobbiamo usare il linguaggio filosofico?!

• ““2. evento spirituale: la coppia come trascendenza” … “Questa dimensione trascendentale della coppia, come qualcosa che rinvia più in là, è riconosciuta anche dall’esperienza umana, l’amore viene percepito come un’oscura forza che l’uomo non possiede “misteriosa”, gli giunge da non so dove e spinge l’io a trascendere se stesso nell’altro. “Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio o freccia di garofani che propagano il fuoco: t’amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l’ombra e l’anima. T’amo come la pianta che non fiorisce e reca dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori; grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il concentrato aroma che ascese dalla terra. T’amo senza sapere come, né quando, né da dove, t’amo direttamente senza problemi né orgoglio: così ti amo perché non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno. (Pablo Neruda)”” (La coppia nell’islam)

Bravo Pablo, … ma “la coppia nell’islam” in tutto questo?…

• “Proprio nelle riflessioni che possiamo fare intorno all’essere coppia nelle Fonti si palesa in modo molto chiaro la continuità esistente tra rivelazione nella creazione e rivelazione dei Libri e la necessità quindi di cercare in entrambe sapienza e normatività.” (La coppia nell’islam)

un assaggio di “animismo” “sufi”?!

• ““Fuggi. Allontanati. Estinguiti. La mia anima deve star sola. Deve crocifiggersi, sbriciolarsi, rotolare, versarsi, contaminarsi sola, aperta alla marea dei pianti, ardendo nel ciclone delle furie, eretta tra i monti e tra gli uccelli, distruggersi, sterminarsi sola, abbandonata e unica come un faro di spavento.” (Pablo Neruda)” (La coppia nell’islam)

Questo è un brano tirato dal post “La coppia nell’islem”, mi chiedo: in che cosa concorda con l’islem? Niente! … A meno che Pablo si fosse convertito prima di morire senza che io lo sappia!… ma vedendo questo suo brano poetico non lo direi…

• “E dalla stessa radice di tasskunû, abitare dentro, acquietarsi, sentirsi a proprio agio, sentirsi rassicurati, deriva anche Sakînah che è la serenità, la pace che viene da Dio, presenza di Dio, (La coppia nell’islam)

Riposiate: tasskunû: questo verbo deriva da una radice che ingloba i significati di calma, placarsi, tranquillità, acquietarsi, sentirsi a proprio agio, confidare su qualcuno, sentirsi rassicurati, dalla stessa radice Sakînah che la pace che viene da Dio, presenza interiore di Dio” (La Sulamita e Rut: due figure dell’amore in un’ interpretazione islamica )

Monismo sufi o licenza poetica che va oltre le religioni?!!

• “Un secondo motivo per cui il discorso sull’uguaglianza tra uomo e donna ha una notevole importanza è perché storicamente essa è stata negata spesso, in tutte le culture, fomentando un sentimento di superiorità assoluta dell’uomo e una squalificazione dell’essere femminile, arrivando ad elaborare norme ingiuste, che hanno penalizzato e penalizzano fortemente l’altra metà del cielo.” (I sentieri della femminilità)

“L’altra metà del cielo”? immagino che l’altra metà sia l’uomo… ma che espressione è?… intende il film o l’album? (Google insegna!)

• “… Forse questo deriva dalla potenza insita nelle ayat Allah e dalla povertà dello sguardo sul mondo” (La coppia nell’islam)

ancora un po’ di animismo..

• “Il musulmano e la musulmana è colui al quale appare chiaro che in questo mondo “tutto tramonta” e una sola è la Luce intramontabile, come Abramo, pace su di lui, guidato da Dio riesce a superare lo splendore che esso emana e a distinguere Colui che è in tutte le cose, ma sempre al di là di esse” (La coppia nell’islam)

monismo? … o “l’ebbrezza dell’amore sufi”?

• “Abbiamo visto come nell’essere maschile riposi una tendenza arcaica a marginalizzare la donna e a ridurre i suoi spazi, a misconoscere il suo valore” (Parole di donne)

Quindi, la “tendenza arcaica” è innata nell’uomo? Quale la prova dal qur’èn o dalla sunna? E se prova non ce n’è –e non ce n’è!-, allora questa affermazione è una bella “accusa” al creatore!

Infine, raccomando alla Dal Monte di avere l’umiltà di riconoscere la sua ignoranza e di intraprendere le vie giuste per imparare l’islem, di cercare il sapere presso i sapienti riconosciuti come tali, di non seguire le passioni che piegano i testi invece di piegarsi ad essi e di non scrivere più di islem!… ma se proprio vuole scrivere, scriva di poesia, di “arte”, di cucina, … lo saprebbe sicuramente fare meglio, ed si eviterà un oceano di sey’èt!

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Patrizia Khadija Dal Monte 1/2

Asma Lamrabet, Tariq Ramadan, Patrizia Dal Monte, ‘Amr Khaled, e molti altri nomi sparsi sulla vasta cartina del mondo islamico, condividono l’islem, ma più precisamente, un certo tipo di “islem”, .. e quello che per altri musulmani sembra essere un “normale percorso di vita”, diventa per loro, inconsapevolmente, un grande ostacolo nella comprensione dello stesso islem che tanto vogliono far capire alla gente!
Infatti, tutti hanno in comune un percorso di istruzione che permette loro di acquisire l’appellativo di “intellettuale”, “scrittore”, “pensatore” o “riformista” appena parlano d’islem. Spesso sono laureati in scienze che non c’entrano niente con le scienze islamiche, poi, dal momento in cui s’interessano alla “questione islem”, chi per un motivo e chi per un altro, iniziano la loro “formazione”: e qui si spazia dall’autodidatta che legge la bibbia per capire quanto coerente sia il corano, al più coraggioso che si sceglie un specializzazione post laurea nel cui titolo introduce la parola “islem” in qualche modo, per diventare poi uno “specialista dell’islem”.
Il problema di partenza della categoria di cui stiamo parlando, quindi, è il fatto di voler reinvestire con poco sforzo la loro originale formazione per diventare “presentatori e specialisti” dell’islem. È ovvio che l’intenzione, l’intimità, la nya di queste persone ci è illeggibile, ma come “pubblico” giudichiamo ciò che al “pubblico” offrono: un curriculum e delle riflessioni, delle affermazioni delle spiegazioni dell’islem; poi, personalmente, penso di avere altri motivi per permettermi di parlare: essendo anch’io un muslim, il famoso detto autentico del profeta pace e benedizione su di lui: “la religione è il consiglio” non mi lascia scampo: molte categorie di quelle che devono essere “consigliate” secondo questo Hadith sono qui presenti: la parola di Dio alterata, le parole del suo Profeta pace e benedizione siano su di lui forzate, i sapienti beffati, i musulmani deviati, …. cos’altro dovrei aspettare?
Come ho già precisato in precedenza, e lo ripeto: non c’è niente di “personale” in tutto questo. La sorella Dal Monte è attiva ormai nel campo “islamico” da anni, ed è proprio per la sua presenza multiforme (web, editoria, televisione, eventi, traduzione, ..ecc) che rappresenta “degnamente” la categoria degli “intellettuali” islamisti italofoni di cui stiamo parlando, ovviamente, non è l’unica in giro, sul “suo” sito-rivista “islam on line”, ad esempio, è in buona compagnia, ma mi sembra essere la più produttiva ed un modello seguito da altri, ragion per la quale l’ho “scelta” … .
Alcune persone che hanno conosciuto questa sorella dicono che è una “brava persona”, io non lo metto in dubbio, ma questo giudizio sul suo “comportamento” non riflette in niente la sua “scienza”, o forse dovrei dire la sua “non scienza”, infatti, questo post s’interessa di questo aspetto più importante.
Torno al “problema” di questa categoria che ho citato prima, per spiegarmi meglio, il problema non è il “reinvestimento” in sé, ma il modo con il quale lo si fa, spesso si tratta di un semplice “transfert”, con tutti i problemi che ne derivano,.. immaginate un veterinario che si “riscopre” chirurgo rifiutando di ripassare dalla facoltà di medicina! … lo so, è molto duro rimettersi a studiare ad una certa età partendo da zero, riconoscendo la propria totale ignoranza, seguendo metodi di studio finora mai praticati, e magari affidandosi a sapienti che non sono mai andati a “scuola” fuori della moschea, non conoscono l’inglese, il francese, e ti sconsigliano di iniziare a leggere subito un libro di “sole” 400 pagine (tu che hai letto volumoni per la tua tesi) e ti indirizzano a quello di appena 20!… sì, è dura! lo so!… riconoscere che un ragazzino di 16 anni, assiduo alle lezioni in moschea,  sappia più di te, tu che hai titoloni universitari e 30, 40 anni di vita “ricca di esperienze” è “deprimente”… lo capisco…
Ma la cosa che dovrebbe aiutarci ad “ingoiare” tutto questo è il fatto che non si tratta di una scienza come le altre, qui si parla della religione di Dio, si tratta della scienza più importante che possa esistere, quella che ti spiana la strada per l’eterna felicità, quella dove tutto quello che asserisci è legato direttamente a Dio! … gli angeli abbassano le loro ali a chi chiede questa scienza in segno di approvazione, come ci ha insegnato il profeta pace e benedizione su di lui!
L’importanza di questa scienza ci spiega quella saggia risposta che diede l’imem Melik a quell’uomo che, assistendo ad una sua lezione, commentò sminuendo: “ma questa scienza è facile!”, la risposta fu: “non c’è scienza facile, non hai forse letto il versetto: “in verità noi ti “butteremo addosso” un discorso pesante”?
Ci vuole una buona dose di umiltà: un “laureato” in economia, agraria o medicina che magari ha anche fatto dieci anni di ricerca all’università, due, tre tesi di approfondimento, di specializzazione, poi “riscopre” l’islem e decide di diffonderlo, deve semplicemente riconoscere, a se stesso prima di tutto, che è “ignorante” in materia di islem, e non c’è nessun “transfert” possibile del suo “sapere”, deve partire da zero, da dove parte ogni “novellino”, seguendo l’ABC deciso dai sapienti, con nuovi metodi, nuovi presupposti, nuovi strumenti, … e deve essere consapevole che qualsiasi “salto” può essere mortale!…
Un sapiente del calibro di Ibn Hajer disse una frase che illustra un po’ quello di cui stiamo parlando, anche se in verità lui parlava di “sapienti”, quindi la sua affermazione, frutto di una grandissima esperienza nel sapere, vale ancora di più per i nostri intrusi: “chi parla in una scienza non sua dirà degli “sbalordimenti” [mostruosità]”!
Queste considerazioni non vogliono essere valide per tutti gli elementi della categoria “intellettuali”, ma stimo traccino una via molto battuta per incastrarsi in una metodologia errata di lettura dell’islem con delle conseguenze molto pesanti soprattutto per chi investe tempo e sforzo in essa.
Della sorella Patrizia Dal Monte si era già parlato su questo blog, e abbiamo anche avuto un suo commento dove si difendeva, ci consigliava di fare dell’altro, e confutava il fatto che i sapienti siano “coloro che firmano in nome di Dio”, … le avevamo ricordato che questa espressione non è nostra ma del noto e indiscusso grande sapiente che persino i sufi citano: Ibnul Qayim e che è un concetto che i sapienti ripetono in continuazione.
La sorella si era anche giustificata facendo notare che le sue erano “solo” delle “riflessioni” che ha voluto condividere, e che non pretende siano un “tefsir”, e qui mi viene in mente un famoso proverbio arabo che dice: “a volte, la giustificazione è peggiore dell’errore giustificato”. Sì, è vero che Allah ci ha ordinato di “riflettere”, di “meditare” e di “pensare” leggendo il Qur’èn, ma questo è sicuramente diverso dallo “scrivere e diffondere” queste “riflessioni”, da diversi punti di vista:

  • Riflettere sul Qur’èn,  non su “una traduzione interpretativa”.
  • Procurarsi almeno lo strumento base di questa riflessione: la conoscenza della lingua araba.
  • Verificare la comprensione “personale” rivolgendosi agli eredi dei profeti: i sapienti.
  • Se le “riflessioni” personali sono diverse o persino contrarie alle spiegazioni dei sapienti, bisogna buttarle subito nel cestino! È un segno che non siamo sulla via dei sapienti!

La sorella, inoltre, sembra non sapere che chi parla senza scienza ha torto anche quando ha ragione! E commette un peccato! Anzi, il sapiente che ha i requisiti per fare l’ijtihed, se dovesse permettersi di dare un’opinione senza far lo sforzo di ricerca, fa anche lui un peccato!
Sapendo che le “riflessioni” della sorella son basate sulle “riflessioni” di un altro “intellettuale” basate a loro volta sulle “riflessioni” di un altro, possiamo immaginare la portata della deviazione! E abbiamo già un esempio: su una “riflessione” di ‘Abdu, la Lamrabet “scopre”, con una sua “riflessione”, che Adamo ed Eva sono stati creati dalla stessa “origine” asessuata, e questa “riflessione” diventa “verità” nelle “riflessioni” della Dal Monte!… questa situazione mi ricorda la stratificazione del “sapere” e dei “dogmi” nella storia del cristianesimo: la Lamrabet, e gli intellettuali in generale, cadono esattamente in ciò che criticano: l’invenzione della verità!!
Ora qualcuno può pensare che io stia esagerando, appellandosi alla verità che “Tutti i figli di Adamo sbagliano” come c’insegna il profeta pace e benedizione su di lui, e chiedendomi di avere pazienza; ma in verità non è di questo che stiamo parlando, per almeno due motivi:

  1. Il detto del profeta pace e benedizione su di lui continua: “… e i migliori tra coloro che sbagliano sono coloro che si pentono”, quindi devono prima riconoscere il loro errore e poi pentirsi.
  2. Questo tipo di errore non è “diretto”, “immediato” e “limitato” a colui che lo fa, esso ha molti aspetti: riguarda la “metodologia”, è “perpetuato”, tocca molti altri musulmani, è “meditato”, è “attivo” non “passivo” ed è legato direttamente a Dio; esso richiama la pericolosità della bid’eh (innovazione), la cova, la genera e la difende!

D’altronde, siamo sicuri che anche se gli “intellettuali” mandano in confusione un po’ di persone, musulmani e non, essi non possono fare niente all’islem stesso, non lo altereranno neanche di un pollice, sono solo generatori di polvere che sono sempre esistiti, e se non si pentono, muoiono spesso asfissiati dalla stessa polvere che hanno sollevato! Il nostro quindi, è un consiglio, fin quando sarà ancora possibile, ai nostri fratelli e sorelle che hanno preso questo via chiusa, di riprendersi e considerare i numerosi danni che genera questo tipo di attività, che Allah ci guidi al bene.
Nel prossimo post insciallah, vedremo alcune “riflessioni” frutto di questo approccio sbagliato; e proveremo a non ripetere quelle già discusse su questo blog, che Allah ci dia la scienza e la saggezza.

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Il Corano e le donne (prefazione), … Asma Lamrabet 2

Qui

Abbiamo già parlato di Asma Lamrabet su questo blog, e – da “vera “intellettuale”- non si smentisce neanche questa volta, offrendoci ulteriori prove di tutto quello che abbiamo affermato sul suo conto. Mi rallegra, parzialmente, che la mia comprensione dei suoi scritti sia condivisa da altre persone: i commenti del fratello Ibrahim sull’articolo linkato sono molto lucidi, obiettivi e istruttivi, mi rattrista però l’atteggiamento di tifoseria calcistica di alcuni musulmani, e l’insistenza della sorella Lamrabet nella sua interpretazione alterativa dell’islem, lontana da qualsiasi regola propria delle scienze islamiche, basata sulle due rivelazioni, e mi rattrista altrettanto la sua continua denigrazione di schiere di integerrimi sapienti per un presunto maschilismo, presente ahimè solo nella sua sterile comprensione sia dell’islam sia degli scritti dei suoi più grandi interpreti.
Il riassunto di questa prefazione è la oramai radicata convinzione della Lamrabet che i sapienti musulmani non hanno capito niente per secoli, e che la “rilettura” dei testi islamici da parte degli “intellettuali” musulmani –di cui lei fa parte- è necessaria per ristabilirne la “giusta” interpretazione, offuscata per tutti questi secoli dai sapienti maschilisti imbevuti fino alla scemenza dalle favole giudaico-cristiane!
Va segnalato che il sito dal quale ho tratto il testo è molto vicino al pensiero della nostra “intellettuale” e a quello simile del noto “filosofo” Tariq Ramadan, infatti, parecchi articoli di questo sito sono interpretazioni “artistiche” dei testi islamici, dove “arte” è sinonimo di “opinioni e passioni senza fondatezza scientifica”, sono altrettanto evidenti le loro affinità “sufi” che giustificano seppur da lontano, simili atteggiamenti nei confronti della parola di Allah e del suo profeta pace e benedizioni siano su di lui; e nonostante lo spirito “democratico” che i gestori del sito vantano, i commenti critici, seppur miti nel linguaggio, sono sotto la grazia del moderatore di turno…
È importante sapere che l’infallibilità dei sapienti non c’entra niente con l’islem: non vengano travisate le mie parole! … ma se l’insieme dei sapienti è d’accordo su una determinata cosa, allora c’è il “consenso” (ijme’), che è una fonte del sapere da non oltrepassare: nemmeno le parole di un sapiente ulteriore al consenso può metterlo in dubbio, figuriamoci le acrobazie mentali di un intellettuale!
Vediamo più da vicino l’articolo in questione:

  1. l’approccio sbagliato:
    Il musulmano, per definizione, crede che l’islem sia la verità, quando ne parla, quindi, non lo accomuna ad altre “religioni” ritenute – dallo stesso islem – come “manomesse”, soprattutto se lo fa in termini “critici” “pseudo scientifici”, altrimenti deve rivedere il significato stesso di islem; in altre parole, il musulmano non può considerare l’islem come un “fenomeno” sociale, culturale, politico, ecc e studiarlo come tale, e se lo fa, questo è indice di un grande “problema” di comprensione che si rifletterà in ogni sua successiva considerazione, come è palese negli scritti della Lamrabet e dei suoi consimili; dopo questo primo “falso” passo, l’autrice riesce facilmente a “dimostrare” che: i sapienti musulmani hanno diffuso, seguendo i cristiani e gli ebrei, la Tesi ormai leggendaria che costituisce il mito fondatore dell’inferiorità della donna”, ovvero, la credenza che Adamo – in quanto uomo – fu la prima creatura di Dio e che Eva – la donna – fu creata da una costola di Adamo !! per la grande gioia degli orientalisti che cercano “testimoni indigeni e madre lingua”!
    Questo esordio del suo articolo/prefazione è molto significativo perché ci spiega in maniera emblematica il suo modo di “cercare” la verità (semmai di ricerca si può parlare!): la sua ricetta è, semplificata:
    prima
    , ti devi creare le tue “convinzioni” (verità), attraverso la “ragione”, la meditazione e le esperienze personali,
    poi
    , ti cerchi nel Qur’èn e nella Sunna le prove della tua verità! Un po’ di “sano” moderno ash’arismo! 
  2. E’ innegabile che l’affermazione dell’inferiorità della donna in rapporto all’uomo trovi la sua origine in alcuni postulati teologici profondamente ancorati nelle menti, e questo sia nelle culture di tradizione giudaico-cristiana, che in quelle islamiche”:
    Ammettendo l’esistenza di “postulati teologici” identici e condivisi tra l’islem, il giudaismo e il cristianesimo, l’atteggiamento giusto del musulmano non deve essere in nessun modo quello di rigettarli, al contrario, dev’essere quello di dire:” questa è la verità che Allah ha rivelato nella Torah e nel vangelo”, come c’insegnano diversi versetti e detti del profeta salla Allahu ‘eleihi we sellem.
    Una particolare attenzione deve essere dedicata alla “terminologia” dell’autrice e del clan degli “intellettuali”, perché da lì inizia la deviazione; ad esempio, l’espressione: “postulati teologici”, cosa vorrà mai dire per il musulmano? … vediamo…
    Definizioni:
    – “il postulato: è una proposizione non dimostrata e non dimostrabile che viene ammessa come vera ….”
    – “teologico: che riguarda la teologia,…”
    – “teologia: scienza che studia Dio e i suoi rapporti col mondo,…”.
    Messa così, la frase indicherebbe “le verità religiose”, ovvero, le verità in cui ciascuno dei seguaci delle tre religioni crede, vale a dire: la religione stessa!… ma più avanti scopriamo che Lamrabet intende invece le parole dei sapienti, ella dice: questi postulati si rinvengono, con qualche lieve differenza, nei testi esegetici della tradizione religiosa di tutte tre le religioni monoteistiche … , eccola che parla dei “testi esegetici”, e qui si vede l’inganno, perché nessun sapiente musulmano ha mai considerato le parole di nessun altro sapiente come “postulato”! persino le opinioni dei compagni del profeta pace e benedizione siano su di lui vengono discusse e talvolta non accettate, in alcuni ambiti, dai sapienti successivi… ma ci meravigliamo ancora di più quando andiamo a verificare i “suoi” “postulati”…
  3. postulato 1: il fatto di dire che la donna è stata creata da una costola di Adamo, porta a pensare che la sua creazione sia secondaria, Adamo – l’uomo – è considerato come la norma, in altre parole è rappresentativo dell’umano ideale
    Sfido la Lamrabet o chi per lei di darmi il nome di un solo sapiente musulmano che abbia fatto questo ragionamento! .. il suo postulato, poi, è irrispettoso nei confronti del Creatore stesso creazione secondaria, la norma, l’umano ideale, …
  4. postulato 2:…la tesi che Eva sia stata la principale causa dell’espulsione di Adamo dal Paradiso….
    Anche questo postulato è stato creato di sana pianta dalla nostra intellettuale, … non troverà nessun sapiente musulmano che dice questo, anche se dovesse cercare per tutta la sua vita!
  5. Postulato 3:…la donna non solo è stata creata da Adamo ma anche per lui!
    Immaginiamo che l’autrice è stata molto contenta quando ha trovato la frase del sapiente Errazi che dice solo la seconda parte di questo postulato, la sua manipolazione è chiara nell’introduzione di: “… non solo è stata creata da Adamo …” che fa pensare che il suddetto sapiente considera il fatto che Eva sia stata creata da Adamo come segno di inferiorità! … ma la verità è tutt’altra!
  6. Ammettendo, per assurdo, che qualche sapiente musulmano abbia riportato nella sua esegesi del Qur’en uno dei “Postulati” della Lamrabet (una parte del primo probabilmente), che male ci sarebbe? Il profeta salla Allahu ‘eleihi we sellem non ha mica dato il permesso di riportare quello che ebrei e cristiani raccontano senza smentire o dare ragione?! “Riportare” per la Lamrabet vuol dire “credere” per forza? … un corso sulla terminologia del Hadith l’aiuterebbe molto a capire il linguaggio sapienziale!
    Bisogna anche sapere che i primi testi esegetici non erano destinati ai lettori francofoni di lingua e di cultura come la Lamrabet, né a lettori imbevuti di femminismo e stressati dal bombardamento culturale occidentale, ma supponevano un minimo di scienza per poterli capire appieno.
  7. Nell’’islam o meglio nel testo coranico, non troviamo da nessuna parte questa immagine della creazione di Eva da una costola di Adamo….
    È vero, nel Qur’en non c’è la specifica della costola, ma il fatto che Adamo sia stato creato prima di Eva è indubbio, e prima di dare la prova dell’ovvio, mi chiedo, che differenza fa il fatto di essere creata dalla costola, dalla testa, o dalla gamba di Adamo? … ovviamente qui si avventurano solo gli esoterici, gli artisti, gli intellettuali, la Lamrabet e Patrizia Del Monte!..
    Ci chiediamo poi, perché la Lamrabet si limita al “testo coranico”? la sunna autentica per lei non conta? Farò un tentativo di risposta a fine post insciallah!
  8. Oggi, la maggior parte degli esegeti cristiani considera simbolico il racconto di Adamo ed Eva, e numerosi teologici ne fanno una lettura diversa da quella tradizionale. Essi riconoscono anche come ci siano numerose contraddizioni nella Bibbia e confutano l’interpretazione classica che qualificano come letteralisti
    Questo paragrafo illustra perfettamente il pensiero della nostra autrice!… e nello stesso tempo ci ricorda il detto autentico del profeta pace e benedizione siano su di lui che ci informa che “avremmo seguito quelli che ci hanno preceduto (nazareni ed giudei) [nelle loro deviazioni] spanna a spanna e braccio a braccio…”.
  9. Ora, uno studio più strutturato mostra come il termine Nafs, femminile in arabo, includa un insieme di concetti per cui possiamo avere traduzioni diverse secondo il senso generale del testo, tra le quali: persona, individuo, anima, essenza, materia, spirito, o ancora soffio di vita
    Lo studio “più strutturato” della Lamrabet, come si legge nel seguito della sua frase, non è altro che la citazione dei vari significati della parola “nefs” (nafs), come se ignorasse che gli esegeti erano spesso linguisti di primo rango, ed è altrettanto risaputo tra i sapienti che una delle condizioni sine qua non dell’aspirante esegeta è la perfetta conoscenza delle varie scienze della lingua araba.
    Si nota la sottile “preparazione del lettore” ad accettare la sua “rivoluzionaria scoperta” nella sua precisazione che la parola “nefs” è “femminile in arabo”, come se questo dovesse influire in qualche modo sul genere della prima creazione! .. è come se ci stesse dicendo, in un modo analogo, che “siccome la parola “angelo” è maschile in arabo, allora gli angeli sono maschi” deduzione ridicola quanto falsa, e gli esempi per dimostrarlo sono infiniti.
    Ora, per i significati della parola “nefs” proposti dalla Lamrabet, sono andato a verificare quanto dicono i vocabolari arabi, e il risultato della mia modesta ricerca è sconcertante: non trovo nessuna parola araba fra i significati della parola “nefs” che possa essere tradotta con: “materia” né con “soffio di vita” (in questo link troverete 5 tra i maggiori vocabolari della lingua araba dai quali ogni altro vocabolario attinge: http://www.baheth.info/all.jsp?term=%D9%86%D9%81%D8%B3)
    Anzi, alcuni di questi vocabolari ci dicono che un noto linguista vecchio quasi quanto la lingua araba (El Kisse’ì 737-805 dc) e fondatore di una delle due scuole linguistiche arabe dice che questa stessa parola si usa anche al maschile; altri linguisti ancora ci giustificano il quasi esclusivo uso al plurale maschile di questa parola come prova del suo significato che coincide con: uomo!
  10. Nonostante ciò, la maggioranza degli Ulema identificò il termine nafs con  Adamo…
    Non è la maggioranza, è la Totalità! E non lo hanno fatto basandosi su un solo elemento, l’autrice quindi, dovrebbe discutere tutte le loro prove prima di arrivare al fatidico “nonostante”, cosa che né lei né nessun altro “intellettuale” può fare!.. dovrebbe ad esempio dirci:

    • perché non ha fatto uno “studio strutturato” sul nome maschile citato nel Qur’èn èdem (Adamo)?
    • Perché Allah si rivolge a Adamo usando il maschile? Perché ha ordinato al Sceitan di prosternarsi a Adamo senza mai citare Eva?
    • Perché l’umanità viene chiamata nel Qur’en: figli di Adamo?
  11. D’altra parte, non c’è nessuna affermazione coranica che precisi che Adamo nella prima creazione sia stato di genere maschile…
    Come abbiamo detto sopra, il nome arabo di Adamo (èdem) è un nome maschile, su un modello maschile che viene trattato in tutto il corano con gli “strumenti” del maschile (pronome, desinenza,…).
  12. Alcuni sapienti musulmani antichi e anche contemporanei, hanno rimesso in questione e talvolta rifiutato questo tipo di interpretazione che secondo la loro opinione, fu largamente influenzata dai precedenti testi scritturistici.
    Questa frase è troppo “larga” per il suo vero contenuto, altrimenti chi sono questi “sapienti musulmani antichi”? e soprattutto, su cosa si basano per “bucare” il consenso? E poi, cosa hanno di così speciale per essere credibili e non denigrabili dalla Lamrabet?
  13. …E’ ciò che è stato precisato dall’Imam Muhammad ‘Abdû nei suoi vari scritti,…
    C’è una “regola” conosciuta tra i sapienti che dice: “le parole di qualsiasi sapiente hanno bisogno di prove [dal Qur’en e dalla sunna] ed esse non possono essere considerate come prove”, quindi ‘Abdu dovrebbe giustificare quanto avanza, e prima di ascoltarlo, vogliamo parlare della sua adesione alla massoneria? Del suo “liberalismo”? Del suo credo? Del suo dubbio cammino?
  14. Questa lettura, che chiameremo riformista per differenziarla da quella classica …
    Ecco il segreto criterio della scelta dell’autrice! … “riformista”! è quanto basta per avere la benedizione della Lamrabet!…
  15. …il termine di nafs wâhida designerebbe qui, secondo questi riformisti, «l’essenza originale» e zawj significherebbe il «congiunto», ciò che supporta l’idea di un’eguaglianza umana integrale, al di là di ogni considerazione di genere e di razza. L’umanità sarebbe dunque stata creata da questa « entità primaria » o « verità primaria », come l’ha definita l’Imam Muhammad’Abdû, che per la sua originale interpretazione si distingue dal resto dei commentatori classici.
    L’autrice continua a parlare al plurale (riformisti) ma cita un unico nome: Muhammad’Abdû! arrivando ad una conclusione che non attribuisce con chiarezza a questo “riformista”, non sappiamo quindi di preciso di chi è questa “teoria”…
  16. In realtà l’Imam’Abdû3 riporta due versioni molto simili su questa nafs wâhida. La prima afferma che questa entità primordiale inglobi i due sessi, maschio e femmina e si evolva, in un secondo tempo, per dar luogo ai due congiunti e poi da loro a tutti gli uomini e tutte le donne. L’altra versione, invece, riflette sul fatto che niente nel Corano impedisce di pensare che questa nafs primordiale sia di essenza femminile, ciò che secondo lui, lascia supporre il termine nafs che è al femminile, mentre zawj – che è al maschile – sottintenderebbe lo sposo, poiché in un altro versetto è detto « affinché (egli) (zawjaha: ilsuo sposo) riposasse presso di lei (nafs) ».4. L’imam Abdu giustifica da questo il nome stesso della sura, che si apre con il versetto citato, come « An- Nisa » ovvero « Le Donne». Ecco un bell’ esempio di interpretazione femminile…
    È risaputo che il riformista in questione era uno Mu’tazilita “moderno”, i ragionamenti “filosofici” quindi sono una sua caratteristica, ma a pensarci bene, l’ultimo passaggio (che ho sottolineato) ci porterebbe all’opposto della tesi “ugualitaria” della Lamrabet: Adamo sarebbe stato creato a partire da Eva!…
  17. Quindi alla luce di ciò che alcuni commentatori contemporanei hanno evidenziato, senza dimenticare la dimensione di « mistero » o ghaib che caratterizza tutto il Testo sacro, possiamo tranquillamente sostenere, senza azzardare troppo, che nella versione coranica la creazione umana non è espressa in un genere specifico e che il Corano utilizza indifferentemente i termini e le immagini al femminile e al maschile, alfine di descrivere la creazione a partire da una sola origine e da una sola sostanza. E’ implicito in un grande numero di passaggi del Corano che la creazione originale di Allah è stata quella di un’umanità ancora indifferenziata, né uomo, né donna.
    Pare dunque che Dio abbia creato l’uomo e la donna in modo simultaneo da una sola sostanza e questi due esseri umani, costituiscano perciò i componenti sessuati di un’unica, identica realtà. …
    La Lamrabet insiste ancora con il plurale, pur avendo citato un unico nome sul quale –tra l’altro- le critiche piovono a tonnellate, ci mette un po’ di magia con “la dimensione di “mistero” o “ghaib”, e arriva a scoprire una verità che nessuno dei sapienti musulmani –compresi i compagni del profeta pace e benedizione siano su di lui-  ha potuto scoprire negli ultimi 14 secoli!!!…  e meno male che la nostra sorella Lamrabet crede, come crediamo noi, che Allah ha completato l’islem nella vita del profeta pace e benedizione siano su di lui, che la rivelazione (la profezia) è finita con la morte del profeta pace e benedizione siano su di lui, e che una questione come quella di Adamo non si può conoscere, essendo legata al Gheib, se non mediante la rivelazione!…  io, quindi, non ho parole davanti ad una tale scoperta!…
  18. Dobbiamo però anche costatare come numerosi esegeti classici abbiano fatto ricorso a hadith che si riferiscono alla donna in generale per forzare il senso del testo, specie quello che riguarda la creazione, derivandone così una concezione errata e cioè quella di una creazione « subalterna » della donna!…
    Finalmente arriviamo al Hadith!! Dopo un capovolgimento delle regole basilari delle scienze del qur’en che c’insegnano che il tefsir del qur’en deve essere effettuato, in ordine:
    1. con il Quren.
    2. poi con la sunna.
    infatti, è risaputo tra i sapienti e i meno sapienti, esclusa Lamrabet direi, che alcuni versetti spiegano alcuni altri, e che la sunna spiega il Qur’èn in quanto rivelazione anch’essa, dopo queste due fonti arrivano le spiegazioni dei compagni del profeta pace e benedizione siano su di lui in quanto testimoni oculari della sua pratica e delle sue spiegazioni e per la loro più profonda conoscenza della lingua araba, arrivano dopo di loro le due generazioni che il profeta pace e benedizione siano su di lui ci ha garantito essere le migliori dopo quella sua, e anche in virtù del loro apprendimento presso gli allievi dei compagni. Dopo tutto questo arriviamo alla comprensione puramente linguistica, a patto che non contraddica quelle già citate! La condizione quando si arriva a questo stadio dell’esegesi è ovvia: una perfetta conoscenza della lingua araba, che la Lamrabet, a guardare il suo curriculum e i suoi articoli, non sembra possedere.
    La Lamrabet, dopo il suo “studio strutturato”, arriva alla sunna per liquidarla con due parole: “se non dice quanto da me capito dal Corano, allora è forzata!” e questo ci illumina sulla sua considerazione della sunna, la stessa considerazione che hanno in generale gli “illuminati intellettuali e pensatori islamici” che ogni tanto vestono il nome di “Coranisti”: “la sunna deve seguire la loro “logica”, altrimenti è allegorica, non autentica o forzata”!!
  19. E da allora c’è una specie di alleanza tra Dio e gli esseri umani, siglata proprio nell’ intermediazione della prima coppia umana.
    Non c’è nessuna “alleanza” tra il creatore e i “creati”, piuttosto un “’ehd”, un “mithèq”, ovvero: un “patto” che i “figli di Adamo” hanno dato al loro Creatore di non adorare nessun altro al di fuor di LUI.
    Ma come vediamo, l’autrice accusatrice dei sapienti è prigioniera di una visione del mondo estranea all’islem,… questa sua frase sembra uscita da un convegno cristiano… come ci confermerà più tardi citando una frase dell’intellettuale sciita Ali Shariati, non meno eloquente della sua: “La prosternazione degli angeli davanti all’essere umano è la rivelazione dell’ umanesimo in tutto il suo splendore,…
    Questo patto che non è altro che il riconoscimento dei “figli di Adamo” della loro “servitù” nei confronti del loro creatore, è testimoniato da un versetto che non tanto rafforza l‘idea dell’autrice, anzi, la mette in crisi, soprattutto per il hedith che gli esegeti usano nella sua spiegazione, il versetto in questione è il numero 172 della sura: El E’raf, e il hedith che lo spiega inizia con: ”Allah Creò édem [Adamo], e tirò fuori la sua discendenza dal suo dorso,…”, il Hedith non cita Eva e ancora meno un’origine asessuata com’è convinta la Lamrabet,.. ma solo édem, l’uomo!…
    Dopo questo, l’autrice si lascia andare ad un’interpretazione artistico-poetica che non c’entra niente con la parola di Dio, trova persino posto alla “libertà”, il “dubbio”, … e ci dice persino che gli angeli “…si prosternano davanti al loro sapere [il sapere di Adamo e di Eva]…”, ignorando, dimenticando o facendo finta di non leggere i versetti che c’informano che l’insegnamento dei nomi era stato fatto a Adamo, senza menzionare Eva; e che Allah non ci dice da nessuna parte che il motivo della prosternazione degli angeli era il sapere!
  20. E’ triste constatare fino a che punto questi sapienti, influenzati negativamente dal loro ambiente socio-culturale e da tradizioni religiose anteriori…
    Tenendo presente che la stragrande maggioranza dei sapienti in questione parlavano solo la lingua araba, appartenevano all’allora civiltà dominatrice e vincente, non avevano nessuna esperienza di tipo “full immersion” in nessun ambiente che non sia islamico, non avevano né televisione né radio né libri occidentali né incontri ecumenici, non avevano nessun debito, nessuna simpatia e nessun sentimento d’inferiorità nei confronti di nazareni e giudei, e tenendo presente che la Lamrabet non si sottrae a nessuno di questi elementi fortemente condizionanti, allora direi ancora prima di leggere qualsiasi suo scritto che i rischi di influenze negative sono altissimi, e la lettura di ogni suo scritto ci conferma il nostro timore!
  21. Bibliografia: Guardando le note dell’articolo, abbiamo un’idea parziale della sua bibliografia, ma abbastanza interessante per capire lo “spessore” dell’autrice e del suo metodo di “ricerca”, ci rendiamo conto quindi che cita: tre sapienti di epoche vicinissime (1148-1209//**-1271//1301-1375), ovvero poco più di due secoli e un quarto di secolo per criticare i sapienti di 14 secoli, un sapiente che riporta l’opinione di un altro “sapiente” molto criticato e con molte zone d’ombra nella sua vita, e quattro “intellettuali” che molto probabilmente condividono con lei la sua idea di “rivedere i testi per salvarli dalla secolare manipolazione dei loro sapienti”, tra questi intellettuali c’è persino un dichiarato sciita!!
    Confesso tuttavia che non ho verificato quanto riportato dall’autrice sul conto dei sapienti confidando nella sua integrità intellettuale. Ho anche tralasciato alcuni punti dell’articolo per non essere troppo lungo.
  22. La versione dei sapienti: Per non essere frainteso, vi dirò in breve quello che dicono, in linea di massima, i sapienti:
    Allah l’onnisciente ha creato il profeta édem (Adamo) la pace sia su di lui, gli ha insegnato tutti i nomi, poi ha ordinato agli angeli di prosternarsi a èdem, questo atto eseguito dagli angeli è un atto di adorazione per Allah in quanto è ubbidienza al suo ordine, a prescindere del “sapere” di édem; Iblis, tra tutti gli angeli, si è rifiutato di prosternarsi, infatti egli non era un angelo ma un Ginn che è stato precedentemente ammesso fra gli angeli per la sua adorazione di Allah subhenehu we te’ele; per raccontarci tutta questa fase, sia nel Corano che nella sunna, gli strumenti linguistici usati sono tutti al singolare del maschile (pronomi, verbi,…ecc).
    Da édem fu creata Hewwe’ (Eva), la stragrande maggioranza dei sapienti dice che è stata creta da una costola di èdem, riferendosi al detto autentico che usa esattamente l’espressione: “la donna è stata creata da una costola ricurva”, ho trovato un solo sapiente – ma non posso escludere l’esistenza di altri- che dice si tratta di un allegoria, e in questa sua spiegazione egli si basa comunque su un altro detto autentico che dice  “la donna è come una costola ricurva”, questo sapiente non mette in dubbio la successiva creazione di Eva rispetto ad Adamo, né il fatto che sia sta creata da Lui e per Lui come dice chiaramente il versetto riportato dalla stessa Lamrabet.
    Allah subhenehu we te’ele diede ordine a èdem di abitare il paradiso con sua moglie Hewwe’, e da qui in poi, gli strumenti linguistici usati sono quelli del duale: l’errore è di tutti e due, e la conseguenza tocca tutti e due; anche se non mancano i versetti successivi al peccato che si rivolgono esclusivamente a édem.
    I sapienti non filosofano i dettagli di questo racconto, “femminismo” e “maschilismo” sono concetti inesistenti per loro, Allah è Il Saggio per definizione, e nessuno potrà mai conoscere tutta la sua saggezza, nemmeno in un singolo ordine o divieto. La differenza di status che esiste tra uomo e donna nell’islem si basa su altri versetti e altri detti del profeta pace e benedizione siano su di lui, e questa non è la sede adatta per parlarne.
  23. Conclusione: Come già detto più volte in questo blog, le intenzioni delle persone di cui parliamo non saranno mai indagate, per molti motivi; ma le loro idee sì, perché si tratta sempre di gente che si presenta al pubblico, e pretende di presentargli l’islem, quando invece presenta idee che non c’entrano niente con esso. È evidente, ad esempio, che la Lamrabet guardi l’islem e le società islamiche con gli occhi di un occidentale, le sue analisi differiscono da quelli degli intellettuali non musulmani in un solo punto: lei dice di volere il bene per i musulmani, ma il modo con il quale vuole aiutare i suoi correligionari è totalmente sbagliato, dalla A alla Z, dalla comprensione dell’islem a quella delle società islamiche. Ash’ariti e Khawerij erano deviati, i primi perché volevano “razionalizzare” l’islem, sottometterlo alla “ragione”, e i secondi perché volevano forzare le società islamiche,…
    Nessuna persona saggia proveniente dai paesi islamici può negare l’esistenza in essi di innumerevoli problemi che l’islem non accetta, sembra persino paradossale come realtà, ma è giustissimo che sia così per chi davvero conosce l’islem, e non può essere altrimenti in virtù delle premesse che ci sono nella realtà dei musulmani, ed è proprio lì che si vede quanto l’islem sia la verità: i musulmani di “discendenza” non sono “il popolo eletto”, non hanno nessun merito fin quando non “scelgono” in tutta consapevolezza di essere musulmani: “arresi con amore al loro creatore”, fin quando non decidono a livello individuale e collettivo di “camminare verso” l’islem accettando le difficoltà giornaliere di tale cammino e assaporandone la dolcezza,.. è giusto che soffra colui che barcolla nel buio avendo la torcia in mano, più di colui che cerca la torcia; e per aiutarlo non serve ipotizzare che la torcia è sempre stata guasta, non serve tentare di ripararla nel buio senza nemmeno conoscerne il funzionamento, non serve gridare allo scandalo nella lingua del nemico;… la torcia ha funzionato benissimo per secoli, e di questo devono essere consapevoli gli individui che costituiscono “l’uomo malato” come fu chiamato l’ultimo califfato. I musulmani devono essere aiutati per tornare a dio con dolcezza. saggezza, pazienza e soprattutto scienza,… questa comprensione profonda, fu espressa dal secondo califfo che Allah sia soddisfatto di lui quando disse: “noi siamo una comunità che Allah ha “onorato e elevato” con l’islem, e qualora cercassimo “l’onore e l’elevatezza” in qualcos’altro allora Allah ci umilierà!”, stessa profonda comprensione che ripeté l’imem Melik dicendo: “la fine di questa umma non si aggiusterà se non con ciò che ha aggiustato il suo inizio [l’islem]”, stessa profonda comprensione che hanno tramandato i sapienti denigrati dalla Lamrabet fino ai nostri giorni, consigliando alla gente di tornare ad Allah e che ognuno faccia il suo dovere seguendo la luce della scienza islamica e allontanandosi il più possibile dalle passioni e dal Sciaytan…

E Allah sa meglio!

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Riflessione sui primi 10 giorni di Dhul Hijja (6 novembre ‘id adha, i.Allah)

Qui

Prima di analizzare il post in questione, vorrei parlare dell’esegesi del qur’en, ovvero il “Tefsir”: la spiegazione, l’interpretazione della parola di Allah.
Non vi è l’ombra della minima divergenza tra i sapienti nel considerare Qur’en solo il testo arabo rivelato al profeta Muhemmed salla allahu ‘aleihi we sellem e tramandato dai musulmani, in questa lingua, fino all’ultimo giorno dell’umanità, qualsiasi “riflessione” deve partire da questa lingua, pena lo stravolgimento del significato voluto da Allah.
Spiegare il qur’en è parlare in nome di Allah!
Dire che tale versetto significa questo o quello, equivale a dire: Allah ha detto questo o quello!! Il musulmano che ha un minimo si scienza si rende conto dell’enorme responsabilità di fronte alla quale si trova! … o sa, e sceglie di parlare, o non sa, e preferisce essere ucciso piuttosto che dire la “sua opinione”!
Ibnul Qayim, il più noto allievo di Ibn Teymiah aveva intitolato un suo celebre libro: “i punti di riferimento dei firmanti in nome del signore dei mondi”, con “i firmanti in nome del signore” intendeva –ovviamente- i sapienti!
Il Tefsir è una scienza, la più nobile fra la scienze considerato il suo oggetto di studio: la parola del creatore dei mondi! … E come scienza ha le sue basi (‘usòl), e il suo profondo e vasto contenuto, ma soprattutto, non è una speculazione intellettuale, pensieri vaganti catturati nel silenzio della notte di “meditazione”, riflessioni personali o riflessi di filosofie spicciole o sofisticate!

Il Tefsir ha le sue fonti:

  •  la prima è lo stesso qur’en: alcuni versetti spiegano alcuni altri.
  • La seconda è la sunna autentica: diversi ahadith specificano, chiariscono e interpretano i versetti del qur’en
  • La terza è la spiegazione dei compagni del profeta salla allahu ‘aleihi we sellem, in mezzo ai quali il Qur’en è stato rivelato, quelli che hanno visto la sua interpretazione pratica dal profeta salla allahu ‘aleihi we sellem.
  • La quarta è la spiegazione degli allievi dei compagni del profeta salla allahu ‘aleihi we sellem e dei loro allievi: le tre migliori generazioni dei musulmani come informò il profeta salla allahu ‘aleihi we sellem.

La conoscenza approfondita della lingua araba, come accennato prima, è una condizione minima per poter accedere a queste quattro fonti, altrimenti saremmo come la persona che non conosce neanche gli organi interni dell’uomo e pretende di spiegare la digestione o la circolazione!

Torniamo al post…

1-Titolo:  “riflessioni sui primi …”

penso che la parola araba più vicina a “riflessioni” sia “te’emmulét”, una parola “amata” dagli “intellettuali” arabofoni; essa rimanda, nello stesso tempo, alla “riflessione personale” e alla “meditazione”, svincolando lo “scrittore” dal pesante “fardello” di scienza che dovrebbe avere il sapiente e –nello stesso tempo- legittimando i frutti della sua “meditazione”.
Infatti, gli “intellettuali” non “osano” dire: “facciamo il “tefsir” di tale o tale versetto del qur’en” perché la prima domanda (ovviamente legittima) che riceverebbero è: “ma, siete sapienti?!” .. il secondo “pericolo” (!!) è quello di essere considerati “sapienti” .. cosa che –presumibilmente- non interessa loro, infatti, a differenza loro, i sapienti –per “definizione”- “seguono”, ma non “creano”, non “filosofano”!!!

2- Personaggi:

a parte i nomi dei compagni del profeta salla allahu ‘aleihi we sellem e dei rapportatori di hadith, l’unico citato nel post è:  Samir ‘Abdu Al-Karim Al-Hadfi, io non ho mai sentito questo nome, mi direte –giustamente- che questo non vuol dire niente! sì, è vero nel caso parlassimo di patate, carciofi o politica, ma quando si tratta di Tefsir, il caso è molto diverso!! .. comunque sia, il beneficio del dubbio l’ho avuto per un po’: il tempo di una virgola e uno spazio dopo!… il titolo del libro di questo autore “I numeri del Corano” mi ha rafforzato i miei timori! …
sono partito col piede sbagliato nella ricerca di informazioni su questa persona, infatti, dal suo nome digitato in arabo, google non mi dà niente!.. solo alcuni parziali omonimi su facebook!.. niente di più! … Torno indietro e incollo il suo nome con i caratteri latini: va già meglio!.. qualcosa in italiano e qualche sua traduzione in spagnolo (ipotizzo, vista la mia totale ignoranza di questa lingua), ma niente di rilevante, resta solo un nome, deduco, da questo niente che ho trovato, che sia una persona che scrive direttamente in italiano, e da una lettura veloce dei suoi scritti, emerge che si tratti di un sufi della peggiore specie: quelli che credono che l’islam ha due aspetti: la “sciari’ah” -l’insieme delle norme superficiali- alla quale si fermano i “sapienti” “normali” e la plebe che li segue, e la “haqiqa” -l’insieme delle conoscenze segrete pure e profonde- alla quale arrivano i “conoscitori” (‘arifun) e agogna la loro cerchia dei “muridin”, con una fantomatica catena di trasmissione dell’iniziazione segreta che arriverebbe fino al profeta salla allahu ‘aleihi we sellem!
Il suo scritto: ”I numeri del Corano” è un ammasso di idee confuse e sbagliate sull’islam e un sacco di altre cose che solo i sufi e gli schizoterici (razza ibrida tra schizofrenici e esoterici) possono mettere insieme!..  darei volentieri qualche esempio, ma penso che non sia il posto giusto.

3-Contenuto:

  •  Giorni e notti si succedono, come evoca la bellissima sura…”:
    la sura com’è semplice constatare leggendola, non evoca il succedersi di “giorni e notti”, ma un giuramento per cinque grandi creature di Allah: l’alba, le dieci notti, il “pari”, il “dispari” e la notte quando trascorre; nei vari libri di tefsir che ho consultato (Ibn Kathir, Ettabari, El Qortobi, El Jalalein, Essa’di, Eddurr _l Menthur, El Beghewi, Fethu _l Qadir),  i “Sapienti” non parlano del “succedersi”, ma semplicemente del fatto che Allah ha giurato per queste cinque sue creature per ricordarci la loro grandezza e importanza.
  • vi viene evocata la binarietà della realtà”:
    contrapporre cinque elementi tra loro per parlare di binarietà mi sembra impossibile: a due a due ci rimane un elemento singolo, dov’è quindi la binarietà?! ..
  • E’ l’alba che predomina sulla notte essa è posta all’inizio”:
    predomina perché è messa all’inizio o messa all’inizio perché predomina? Nei due casi comunque, niente nei versetti parla di predominio!
    Cosa dobbiamo dire della sura: “la notte” dove la notte è menzionata prima del giorno?
  • la notte è delimitata dal numero dieci e tende al suo termine: quando trascorre”:
    non vedo come il numero dieci delimita la notte, .. cosa dobbiamo dire poi della sura “El Hèqqah” dove sono menzionate 7 notti?
  •  Il numero dieci compare nel Corano 9 volte, è considerato il numero più perfetto di tutti…
    da chi è considerato il più perfetto?
  • poiché contiene l’Unità da cui tutto proviene e lo zero simbolo della materia e del caos…
    il sistema decimale è uno fra tanti altri, e gli arabi, nell’epoca della rivelazione, non utilizzavano ancora questo sistema, i romani usavano la famosa X, ora quando noi digitiamo 10 sulla nostra tastiera, il PC va a “scrivere”:  1010, nel sistema a base 4 ad esempio, il dieci si scrive: 22, e in quello esadecimale si scrive: A. come dobbiamo interpretare tutto questo?
    E ancora meglio: chi ha deciso che lo zero sia simbolo della –non meglio identificata- “materia e caos”?
    La scrittrice cita qua l’autore di “I numeri del Corano” di cui abbiamo parlato sopra e che dice senza mezzi termini che nel suo scritto: “ci saranno riferimenti orientati verso i testi sacri come la bibbia, il talmud e  i testi induisti. Quando giudicato pertinente anche la cabbala e i testi di mistici, assieme all’astrologia l’aritmosofia e l’aritmologia sono stati studiati…”  (I numeri del Corano), e siccome il simbolismo dei numeri non esiste nell’islam, allora potete capire chiaramente che, secondo  il sufismo, fede condivisa tra la scrittrice del post e l’autore da lei citato, dobbiamo ricorre a testi extra-islamici per capire l’islam!.. i più affidabili tra questi testi (bibbia) sono considerati dallo stesso islam –che “vogliamo” capire- manipolati, e quindi non più affidabili!
    Questa “verità” del sufismo non è molto diffusa perché è in chiaro contrasto con gli insegnamenti di base dell’islam, i tifosi del sufismo ne sono all’oscuro, mentre gli aspiranti sufi (muridun=muridin) più assidui che leggono Ibn ‘arabi e simili si ritrovano davanti un bivio: per risolverlo, alcuni di loro “divinizzano” i loro guru cancellandosi, altri rigettano il sufismo e alcuni altri finiscono la loro vita in una tenda piantata lì sul bivio!
    Nel resto del post, la scrittrice continua con questo passo, filosofando i versetti del qur’en, e rapportandoli alla binarietà con la quale ha introdotto le sue “riflessioni”, e alla sua concezione del l’esistenza; fa a meno dei sapienti in una scienza dove nemmeno i sapienti possono far a meno di citare i loro confratelli!!

4-Extra:

“la numerologia è la mantica dei numeri”. Questa definizione presa dal vocabolario dovrebbe bastare per condannare tale “disciplina” dal punto di vista islamico, infatti, è risaputo che la divinazione è vietatissima in quanto spesso sinonimo di scirk; il fatto che alcuni “santi” (!) sufi l’abbiano praticata non le dà legittimità, anzi, condanna questi santoni e svela lo sviamento del sufismo.
Il recente caso di “Rasced Khalifa” (1935-1990), laureato in Egitto e post-laureato negli USA, figlio di uno sceikh sufi, che partì dalla numerologia per creare la sua setta e convincere se stesso e i suoi seguaci di essere un messaggero di dio -addirittura citato nel Qur’en!- è emblematico, dovrebbe far riflettere i tifosi di questa roba.

5-Conclusione:

 Questo post è un “buon” esempio dell’islam intellettuale in chiave esoterica, un doppio tentativo di assassinio la cui prima vittima è lo stesso intellettuale esoterico che ci crede!
Ci tengo a ricordare che le mie osservazioni non sono un giudizio sulla persona della scrittrice, ma sul suo scritto che tratta di un argomento che non le appartiene in esclusiva, anzi, è un argomento al quale apparteniamo lei, io e ogni musulmano, le mie note quindi sono un dovere al quale non mi posso sottrarre, spero non siano percepite altrimenti.

 

ps.

Allah ci ordina di dire “salla allahu ‘aleihi we sellem” quando citiamo il profeta salla allahu ‘aleihi we sellem.
Scrivere “i.Allah” nel titolo è senza senso, … per non dire altro…

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Asma Lamrabet

Un nome “noto” sul web islamico italiano, ma sconosciuto nel mondo arabo islamico, le sue tesi “[anti]islamiche” sono raccapriccianti, eppure è seguito da alcune ignare musulmane!
Ha pubblicato alcuni libri, ha un’associazione, un sito e viene invitata a destra e a sinistra per parlare delle sue “attività”..
Di formazione è un medico, e vuole “rivedere” (rivoluzionare) i testi … non quelli della medicina, no! Ma quelli dell’islam!!.. sì, perché i “testi” della medicina non è permesso a tutti “rivederli”, devi avere un lungo percorso di studio, di ricerca, di pubblicazioni,… prima che qualcuno ti dia retta! È roba seria la medicina!

è una marocchina che ha studiato medicina quasi sicuramente in lingua francese (cosa normale nel maghreb islamico) ma temo che la lingua di Voltaire l’abbia impregnata anche della sua cultura visto che scrive di Islam, non in lingua araba come ci si aspetterebbe, ma in questa lingua, il perché –secondo me- di questa “scelta” è uno dei due:

1- le interessa il pubblico francofono.
2- non è capace di scrivere in arabo.

E visto che la sua ossessione è la donna musulmana, mi sento di escludere il primo ipotetico motivo, perché è proprio la donna araba che avrebbe bisogno di una “salvatrice” (!) come lei, rimane quindi il secondo motivo che dovrebbe crearle non poco imbarazzo: infatti, si sa che la conoscenza della lingua araba è una condizione minima, ma non sufficiente, per potersi candidare al posto di studente delle scienze islamiche, ci vorranno poi molti anni di assiduo studio per poter pensare di contraddire un solo sapiente, ma sembra che lei arrivi da un altro pianeta: riesce a fare tutto ciò in un solo passo, ed arriva ad una conclusione da brivido: per quattordici secoli, il monopolio della scienza islamica è rimasto nelle mani degli uomini, producendo una interpretazione “maschilista” dei testi!… l’unica donna che ha salvato l’onore delle femministe è Aicha (che Allah mi perdoni!), infatti, per lei Aicha è solo “Aicha”, il simbolo del femminismo, nei suoi scritti sembra che parli di una donna qualsiasi, non dice mai (o quasi): “che Allah sia soddisfatto di lei”, “la madre de credenti”,… le attribuisce delle cose con le quali Aicha, che Allah sia soddisfatto di lei, non ha niente a che fare, manipola la storia, distorce gli eventi, .. e alla fine tu ti chiedi: “sta parlando della madre dei credenti e di un’altra Aicha?”
Sto esagerando? .. vedete voi stessi, vi metto qua alcune sue frasi, ma vi chiedo di non spaventarvi…
….
…..
……
Sono andato sul suo sito ufficiale per portarvi alcune prove su quanto ho scritto, e dopo alcuni minuti di lettura della home page, dove presenta il suo progetto, mi sono reso conto che questa tipa è più pericolosa sui musulmani dai nemici dell’islem! È proprio fuori! sembra che stia analizzando una altra realtà, che stia parlando di un’altra religione, se al posto di “islam” mettete “cattolicesimo” ritroverete nei suoi scritti un fervente seguace di Lutero!  Dalle sue parole trapela un incredibile odio verso i sapienti e gli studenti delle scienze islamiche, una comprensione storta della storia dei paesi islamici e dell’islem stesso, il tutto in un discutibile francese!
In generale, non mi piace commentare “la pratica” di un musulmano in particolare, ma un’eccezione questa volta la faccio, perché –in verità- la cosa che devo dire oltrepassa la semplice pratica, è la traduzione di un pensiero difeso fino all’ultimo da questa tipa, il suo “hijeb”: un foulard che lascia i cappelli in bella vista, delle maniche larghe che non nascondono l’avanbraccio, il trucco, gli anelli,… ci sta forse dicendo che queste parti del corpo femminile non devono essere coperte?… ah già! Era un interpretazione maschilista quella di tutti i sapienti!!

Insomma, se conoscete un po’ l’islem e volete farvi del male, visitate il suo sito! .. altrimenti, vi consiglio di rinunciarvi!
Che Allah ci preservi! Che Allah ci preservi!

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